"... Nessuno può rivelarvi alcunché se non ciò che già giace semi-addormentato nell'albeggiare della vostra conoscenza. L'insegnante che cammina all'ombra del tempio, tra i suoi seguaci, non dà la sua saggezza ma piuttosto la sua fede e il suo amore. S'egli è davvero saggio non vi offre di entrare nella casa della sua saggezza, ma vi conduce piuttosto alla soglia della vostra stessa mente...

(Khalil Gibran)

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domenica 28 ottobre 2012

Habemus Cinnamomum zeylanicum (Cannella)...


Ogni anno provo a portarmi qualche ricordo dal posto in cui vado a passare le ferie.
Quest'anno ho provato con delle piantine di spezie, sapendo bene che sarebbe stata dura farle acclimatare e far sopravvivere a Torino.
Ma ecco che dopo poco più di un mese si intravvede la speranza.
Una delle due piantine di Cannella fa  intravvedere un nuovo germoglio e sono estremamente felice di farvi partecipe.

ECCOLO!!

Cannella




Ma anche il Cardamomo  (Elettaria cardamomum) da segni di speranza.

Cardamomo

Mentre discorso a parte devo fare per 'annatto' o 'achiote' la cosiddetta pianta del rossetto (Bixa orellana) alcune piantine sono venute su dai semi.
Anatto
Devo però annunciare la dipartita delle piantine di Eugenia caryophyllata   (Chiodo di garofano) infatti lo stelo che vedete dietro la piantina di Annatto è quel che rimane di uno dei tre tetativi...sarà per la prossima volta.

A presto per altre notizie.

lunedì 4 aprile 2011

da Maruzza Musumeci di A. Camilleri


 ...
«Gnà Pina, ma voi come faciti a sapiri le virtù dell’erbe e dei sciuri?».
«Me l’inzignò mè matri».
«E a vostra matri?».
«Mè nanna. E a mè nanna ci l’inzignò sò matri. Alla prima di tutte,
che si perdi nello tempo dei tempi, ci l’inzignò direttamente il
Signoruzzo».
«Davero?».
«Datemi ‘n’autro bicchireddro che ve lo cunto. Un jorno, tutte le
piante e tutti i sciuri dell’universo criato, s’apprisintarono al
Signuruzzu e ci dissiro accussì: “Signuruzzu, a noi voi ci aviti dato
il potiri di guarire tutte le malatie dell’omo. Sulo che l’omini non
acconoscino ‘sto nostro potiri. Pirchì non glielo rivilate? Accussì,
mischini, soffrino meno supra alla terra e non morino cchiù”. Il
Signuruzzu allura disse: “Se l’omini non morino cchiù supra alla
terra, allura in poco tempo addiventano tanti e tanti che per aviri
spazio sunno obbligati ad ammazzarisi tra di loro. E a mia non mi
piaci che s’ammazzano”. Allura le piante e i sciuri dissiro: “Ma non
ponno moriri senza la sofferenzia della malatia?”. E il Signuruzzu:
“Facemo accussì. Io rivelerò a ‘na poco di vicchiareddre come ponno
curare l’omini con le piante. L’omini che si rivolgino a chiste
vicchiareddre guariranno dalle malatie, l’altri s’arrangiano”. E
questo è quanto. Me lo date un bicchireddro? E viviti macari vui».

sabato 3 aprile 2010

TANTA SERENITÀ A TUTTI


Non starò a farVi i soliti Auguri di sempre.

Sono qui invece a ricordarVi che anche in questi giorni, in cui ognuno di noi può gioire e festeggiare, ci sono ancora nel mondo persone che soffrono non solo per le malattie, che purtroppo devono affrontare, ma anche e soprattutto per lo stato di terrore e di crudeltà che stanno vivendo.

Paesi dove la libertà di parola di istruzione di religione sono assenti,

paesi dove chi governa vive nel lusso più inconcepibile, mentre il resto del popolo soffre la fame la miseria,

dove la crudeltà dell'esercito che deve sedare la "ribellione" di chi è affamato finisce sempre in un "bagno" di sangue,

dove chi va in pace per portare la pace spesso viene sequestrato e ucciso,

dove le armi fanno da padroni,

dove gli stupri verso le donne o le bambine sono visti come la cosa più naturale,

dove la mutilazione è una cosa ignobile ma che viene tranquillamente usato come un gioco,

dove la droga l'AIDS la morte di centinaia di bambini denutriti è diventata quotidianità e non vergogna,

dove la vita di una persona è breve perché le condizioni di vita sono al limite della vita!,

dove sembra che non esista né pietà né amore né credo religioso,

dove..... dove..... dove...... dove.......

SE OGNUNO DI NOI HA UN PO' DI COSCIENZA RIEMPIRÀ DA SÉ GLI SPAZI CHE HO LASCIATO, GUARDANDO ANCHE VICINO ALLA PROPRIA CASA, AL PROPRIO POSTO DI LAVORO CHI RISPETTO A NOI VIVE UNA CONDIZIONE SOCIALE PIÙ DISAGIATA SIA A LIVELLO ECONOMICO CHE LAVORATIVO.
PENSIAMO A QUELLI CHE SONO STATI LICENZIATI, ALLE DONNE CHE SUBISCONO VIOLENZE, AI BAMBINI IN MANO AI PEDOFILI, AGLI ANZIANI SOLI CHE CON POCHI EURO DEVONO ARRIVARE ALLA FINE DEL MESE E C'È CHI INVECE L'UNICA COSA CHE RIESCE A FARE È CONTROLLARE I PROPRI CONTI CORRENTI E AUMENTARSI LO STIPENDIO.

Se riuscite a fare questo senza inorridire e vomitare per tutto quello che di inumano esiste al mondo allora solo allora
Vi augurerò BUONA PASQUA.
A presto
.

giovedì 17 settembre 2009

ATTENTATO TALEBANO A KABUL: SEI MILITARI ITALIANI UCCISI



Ancora una giornata di sangue in Afghanistan. Il centro di Kabul è stato colpito da una fortissima esplosione che, secondo quanto riferiscono testimoni oculari, ha proiettato verso il cielo un'enorme colonna di denso fumo nerastro. Secondo fonti militari, sono sei le vittime italiane: due mezzi militari, riferiscono le fonti, «si stavano trasferendo dell'aeroporto internazionale di Kabul al quartier generale di Isaf». Secondo le prime informazioni si tratterebbe di un attentato kamikaze compiuto con un'autobomba. «Gli effetti sono stati devastanti, dunque è da escludere un attacco con esplosivo piazzato sulla strada», ha sottolineato una fonte militare. Altre due vittime civili sarebbero afghane. Tra i feriti altri tre militari del contingente italiano. Fonti del ministero della Difesa hanno confermato che sono sei i soldati italiani morti nell'attentato kamikaze che ha coinvolto due mezzi lince. I militari italiani appartenevano tutti al 186esimo Reggimento Paracadutisti Folgore. Altri tre militari italiani, sempre della Folgore, sono rimasti feriti e, per ora, non vi sono indicazioni sulle loro condizioni. Altri 3 militari sono in condizioni gravissime. Le altre due vittime dell'attentato sono invece due civili afghani. Secondo l'inviato della Tv araba "al-Jazeera", il giornalista Waliullah Shahin, presente sul posto dell'attentato, il kamikaze che è entrato in azione nel quartiere diplomatico di Kabul, lungo la strada che porta verso l'aeroporto, avrebbe preso di mira una pattuglia militare italiana. Il giornalista, in collegamento telefonico con la redazione di Doha, sostiene anche di aver visto la carcassa del veicolo italiano distrutto sulla strada nello stesso luogo dove le ambulanze erano impegnate a soccorrere le vittime poi ricoverate nell'ospedale locale. Intanto, secondo quanto riferisce l'inviato della tv araba "Al Jazeera", Walihullah Shahin, il portavoce talebano Dabihullah Mujahid ha rivendicato l'attacco sostenendo che «nell'azione sarebbero stati uccisi dieci soldati italiani». Il giornalista arabo ha aggiunto, inoltre, di aver visto tre veicoli militari italiani semidistrutti sul posto e che secondo fonti locali ci sarebbero decine di feriti tra i civili afghani. La zona colpita dall'esplosione è il quartiere in cui si trovano le legazioni di Stati Uniti e Gran Bretagna, come pure altre rappresentanze diplomatiche di Paesi stranieri e organizzazioni sovranazionali. Stando a un portavoce dell'Isaf, la Forza Internazionale di Assistenza per la Sicurezza guidata dalla Nato, la deflagrazione è avvenuta lungo la strada che conduce all'aeroporto internazionale, dove è ospitata una base dell'Alleanza Atlantica, la stessa attaccata lo scorso 8 settembre da un kamikaze per conto dei Talebani, che rivendicarono poi l'attentato, costato la vita a tre civili. Il portavoce ha precisato comunque che lo scoppio non si è verificato in prossimità della struttura militare, ma le fonti giornalistiche hanno aggiunto che sarebbero stati presi di mira proprio veicoli alleati. Il sito sorge tra l'altro non lontano dal Palazzo Presidenziale, nel quale poco prima il presidente uscente Hamid Karzai aveva tenuto una conferenza stampa sulle controverse elezioni del 20 agosto. La capitale dell'Afghanistan di recente è stata teatro di numerosi attacchi suicidi: oltre a quello contro lo scalo aereo, il mese precedente era stato preso d'assalto addirittura il quartier generale dell'Isaf, in piena città; sette gli afghani rimasti uccisi nell'occasione.