"... Nessuno può rivelarvi alcunché se non ciò che già giace semi-addormentato nell'albeggiare della vostra conoscenza. L'insegnante che cammina all'ombra del tempio, tra i suoi seguaci, non dà la sua saggezza ma piuttosto la sua fede e il suo amore. S'egli è davvero saggio non vi offre di entrare nella casa della sua saggezza, ma vi conduce piuttosto alla soglia della vostra stessa mente...

(Khalil Gibran)

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giovedì 16 marzo 2023

Alpinia zerumbet: la pianta dalle molteplici proprietà benefiche

 

L'Alpinia zerumbet, nota anche come "shell ginger" o "ginger di shell", è una pianta tropicale originaria dell'Asia e dell'Oceania. Appartenente alla famiglia dello zenzero, questa pianta viene utilizzata da secoli nella medicina tradizionale di molte culture.


L'Alpinia zerumbet è una pianta ornamentale che cresce fino a un'altezza di circa 2 metri e produce fiori bianchi o rosa a forma di conchiglia. La parte della pianta che viene utilizzata per le sue proprietà benefiche è il rizoma, che ha un aroma intenso simile allo zenzero.

Le proprietà benefiche dell'Alpinia zerumbet sono molteplici: la pianta è nota per avere proprietà antinfiammatorie, antiossidanti, antitumorali, antibatteriche e antifungine. Inoltre, l'Alpinia zerumbet può aiutare a ridurre la pressione sanguigna, migliorare la circolazione sanguigna, ridurre il colesterolo e migliorare la digestione.

L'Alpinia zerumbet può essere utilizzata in varie forme, tra cui la polvere, l'estratto, l'olio essenziale e la tisana. La tisana di Alpinia zerumbet è particolarmente popolare e viene utilizzata per alleviare sintomi come dolori addominali, nausea, vomito e mal di testa.

Inoltre, l'Alpinia zerumbet può essere utilizzata per curare malattie della pelle come la psoriasi, grazie alle sue proprietà antinfiammatorie. La pianta è anche nota per ridurre il rischio di cancro, grazie alle sue proprietà antiossidanti e antitumorali.

In sintesi, l'Alpinia zerumbet è una pianta dalle molteplici proprietà benefiche che può essere utilizzata per migliorare la salute generale e alleviare sintomi di varie malattie. Sebbene la pianta sia stata utilizzata nella medicina tradizionale per secoli, è sempre importante consultare un medico prima di utilizzare qualsiasi rimedio a base di erbe per trattare problemi di salute.

venerdì 31 gennaio 2020

Piante che aiutano le api - Sidalcea Oregana

Sidalcea Oregana

Originaria del nord America è una pianta da fiore perenne. Produce fiori a campanula, di colore bianco rosa o lilla che sbocciano su tutta la lunghezza degli steli. Ottimi per composizioni floreali.
La S. Oregana ama terreni leggeri, ben drenati, un po’ sabbiosi, calcarei. Fare attenzione affinché il terreno dreni ma permetta di mantenere una buona umidità.




Moltiplicazione

Si possono, in primavera, ottenere nuove piante per divisione dei cespi facendo attenzione a lasciare forti e vigorose radici. Le piante poste a dimora e vanno innaffiate regolarmente per le prime settimane.
La semina si effettua a dimora già nei primi giorni di maggio per evitare il trapianto dato la fragilità delle giovani radici.

Malattie

Gli afidi attaccano i fiori e i germogli appena si nota la presenza di questi parassiti procedere decisamente alla loro eliminazione.
Un metodo naturale è quello di mettere a macerare il tabacco di due sigarette in un litro di acqua per alcuni giorni e nebulizzare le piante infestate dai parassiti.

Ho utilizzato una variante a questa ricetta aggiungendo 100 gr di foglie di ortica nella macerazione per un prodotto ancora più efficace e naturale.

mercoledì 7 aprile 2010

ELLEBORO (Rosa di Natale)








In certi luoghi della Lombardia e del Trentino lo chiamano anche bucaneve: il vero bucaneve (Galanthus nivalis L.) è una amarillidacea a fiore pendente, coi tre tepali esterni allungati bianchi e i tre interni brevi, verdicci; con l'elleboro non ha in comune che la fioritura invernale.


HELLEBORUS NIGER L.

Ranuncolacea dei boschi montuosi dell'Europa centrale; n Italia si trova sulle Alpi e sugli Appennini, abbondantissimo in alcune vallate a terreno calcareo, raro o mancante altrove.
VELENOSA!

LA PIANTA

È un'erba perenne; il rizoma strisciante porta poche foglie con lungo picciolo, pedate (cioè divise in 5-9 segmenti, la cui disposizione ricorda quella dei fiori di una cima scorpioide. I segmenti sono oblungo-obovati (6-12x3-4 cm) di colore verde scuro, grossi, coriacei; il margine è seghettato nel terzo superiore, intero nel resto.
Fiorisce in dicembre-gennaio.
Gli scapi (uno o più per ogni rizoma) sono alti 12-20 cm, e portano 1-3 brattee piccole (lunghe circa 1 cm), ovali, intere e 1-2 fiori inodori, larghi 5-8 cm. Il perianzio è formato da cinque pezzi bianchi, sfumati di rosso all'esterno. Fra il perianzio e gli stami è una serie di nettari in forma di tubo, verdi, lunghi pochi millimetri. Gli stami sono molti, i carpelli sono da tre a sette, ciascuno con più ovuli. Ogni carpello da un follicolo verde, con semi neri.

LA DROGA
Il rizoma si raccoglieva in maggio-giugno (adesso quel poco che si adopera, anche come purgante, si raccoglie anche nell'autunno o alla fine dell'inverno). È grosso 5-10 mm lungo una decina di cm, ramificato, tortuoso e spesso aggrovigliato, quasi nero. La parte superiore porta numerose sporgenze larghe 3-4 mm, terminate in una cicatrice concava: sono avanzi degli scalpi. La frattura è facile, con superficie irregolare, bianco-sporca. La corteccia è grossa circa 1/3 del raggio. I fasci sono una ventina, stretti, disposti uniformemente come tanti raggi, divisi da raggi midollari.
Le radici sono numerose, generalmente semplici, grigio-nere, grosse 2-4 mm. Il cilindro centrale è grosso meno di 1 mm: con una buona lente si può vedere che l'insieme dei fasci forma per lo più una stella a 4-5 punte (spesso forma un cerchio regolare, senza punte sporgenti).
L'odore è debole, sgradevole, il sapore prima dolciastro, poi subito amaro acre, poco persistente. Reazione dell'amido positiva.
I rizomi si seccano interi, liberati o no dalle radici.

RICONOSCIMENTO

Qualche autore consigliava di lasciare al rizoma una foglia, per distinguerlo da altri somiglianti. L'elleboro verde, comunissimo nei boschi e fra le siepi di tutta Italia, è più alto e più snello in tutte le sue parti. Le foglie hanno i segmenti lanceolati (fino a 20x3-4 cm) e seghettati su tutto il margine; le brattee sono divise come le foglie, i fiori sono 3-5, larghi 5-6 cm, di colore bianco-verde, odorosi. Il rizoma è generalmente più allungato e diritto, o almeno meno aggrovigliato, ma qualche volta identico a quello nero. I fasci sono quasi sempre riuniti a formare 4-6 gruppi divisi da raggi midollari più larghi, ma qualche volta sono uniformemente distribuiti come quelli del nero. Le radici sono press'a poco come quello del niger; i fasci formano una stella che può avere anche 6-8 punte, ma per lo più ne ha 4-5, come nel niger.
L'Helloborus foetidus ha un vero fusto eretto, alto fino a mezzo metro, che porta foglie più piccole e a segmenti anche in proporzione più stretti che quelli del viridis. I fiori sono numerosi, piccoli, pendenti, in forma di campanella, coi sepali verdi orlati di rosso. Il rizoma è diritto: i fasci formano un anello continuo o quasi, con sottile midollo.
Spesso è stato trovato mescolato all'elleboro il rizoma di Actaca spicata. La pianta si riconosce per le foglie 2-3 volte pennatosette a segmenti ovato-lanceolati e i fiori piccoli, in piccole pannocchie: è l'unica ranuncolacea nostrana con frutto a bacca (la bacca è nera con un grosso seme). Il rizoma è diritto, un po' appiattito e ha, sui margini, gemme nere, coniche, distiche. È più legnoso che quello dell'elleboro.
L'elleboro nero e il verde contengono due glucosidi: elleborina, la cui azione sul cuore somiglia a quella della digitale, ed elleboreina, del gruppo delle saponine. Entrambi sono velenosi e irritatissimi sullo stomaco e sull'intestino. Si usavano come medicamenti per il cuore e diuretici. Il nero, meno comune del verde e meno attivo, era preferito forse perché anche meno velenoso. Attualmente la richiesta è molto debole: si usano piuttosto come purganti, ma sono pericolosi.

Nella montagna bolognese i contadini usano l'elleboro verde (il nero manca) come drastico per gli uomini e non sono rari gli avvelenamenti mortali.
Ancora più spesso lo infilano in un foro praticato nella giogaia dei bovini o nel padiglione dell'orecchio dei maiali malati, dove da un ascesso (ascesso di fissazione), che quando guarisce lascia nell'orecchio un foro largo 2-3 cm. In certi anni, nei quali sono scoppiate epidemie fra i maiali, capita spesso di vederne con un orecchio così forato: sono stati curati con l'elleboro (in dialetto erba dal mel ziton: l'elleboro verde è detto maschio ed è molto preferito al foetidus, detto femmina).

Curiosità link

martedì 11 agosto 2009

LA RACCOLTA DEI PRODOTTI


RADICI
Dai primi di agosto si può iniziare la raccolta delle barbabietole. Dopo la raccolta evitate di lasciare per molto tempo all'aria le bietole ammassate, poichè diminuisce la quantità di saccarosio presente.

FIORI
Al mattino presto raccogliete i fiori gialli degli zucchini che userete nelle insalate o per fare gustose fritture o risotti.

FOGLIE
Man mano che il basilico cresce potete togliere le infiorescenze per avere una produzioni di germogli e foglie più abbonadanti.

FRUTTI
E' il momento delle grandi raccolte. Occorre pensare alla conservazione di molti prodotti che può essere effettuata per surgelazione, essiccamento, messa in conserva sott'olio, sott'aceto o in salamoia. Alle piante da frutto in questo mese si può praticare una leggera potatura verde che serve a mantenere la forma della pianta e a favorire la formazione delle gemme a frutto per la prossima primavera. Usate attrezzi ben affilati e tagliate solo piccoli rami (al massimo 2 cm di diametro).

Questi sono i lavori del mese. Ma chi vuole coltivare tenedo conto dell'influenza della Luna può controllare un Calendario Lunare Zodiacale.

lunedì 10 agosto 2009

Potentilla erecta




Detta anche Cinquefoglia tormetilla, secondo la medicina popolare questa pianta ha buone proprietà astringenti si può usare contro il mal di denti probabilmente il nome comune “tormentilla” deriva dalla capacità di attenuare il “tormento” del male dei denti, decongestionante, ha anche proprietà antibiotica antidiarroica, ipoglicemica, emostatica.
Date tutte queste proprietà si capisce perchè Potentilla da Potents=potente.
Sono state accertate le seguenti Sostanze in questa pianta tanniniche (20%): tannino, catechico, catechina, acido ellagico. Sono inoltre presenti flavonoidi e triterpeni.
Cresce bene nei prati umidi e ha dei bei fiori gialli il verde intenso della foglie la rende una pianta bella anche da avere in giardino.


Foto by Indi
scattate nel Giardino Botanico Rea -Trana, Via Giaveno 40.

Thymus serpyllum "minus"



Foglie piccolissime verde vivo. La pianta forma un piccolo cuscino. Ottima come copertura di terreni, ama il sole e la consiglio a chi ama giardini profumati.
Si dice che i decotti fatti con le foglie fresche aiutano per la cefalea da alcol, di sicuro non fa male.

Foto by Indi
scattata nel Giardino Botanico Rea -Trana, Via Giaveno 40.

Sedum Spurium


Ottima per bordature di aiuole; da fiori che si elevano dal fogliame di colore rosso, rosa o bianco rosato, può divenire infestante con il tempo. Ama il sole e il terreno roccioso.
Consiglio di innaffiare poco per rendere la pianta più resistente, anche se la piante sopporta benissimo le annaffiature regolari da irrigatori.
Usare concime per piante succulente ogni 15 - 20 gg.

Foto by Indi
scattata nel Giardino Botanico Rea -Trana, Via Giaveno 40.

Hypericum Calycinum




Pianta Ornamentale difficile da coltivare per la sensibilità che ha alla ruggine, da fiori di un giallo vivo ama sia il sole che l'ombra, consiglio di fare una bella aiuola si può avere sia da semina, inizio primavera, che da talea.

Foto by Indi

scattate nel Giardino Botanico Rea -Trana, Via Giaveno 40.

domenica 28 settembre 2008

TE' VERDE E NON SOLO



Si sente parlare molto negli ultimi anni del TE' VERDE.
Non sto qui a scrivere notizie su questa pianta , vi rimando alla pagina

http://it.wikipedia.org/wiki/T%C3%A8

dove potrete leggere sicuramente notizie più dettagliate.
Vorrei invece dirvi che ho scoperto che il TE' si può coltivare anche in Italia.
I mie studi mi hanno sempre detto che ogni pianta cresce e sviluppa i suoi PRINCIPI ATTIVI a una determinata latitudine e longitudine, assumendo quindi caratteristiche che non riuscirebbe ad avere in altri posti al mondo.
Ad es., avete mai visto in Italia una pianta di banano o di pepe avere frutti?
Sembra invece che negli ultimi anni alcune piante coltivate qui da noi abbiano tutti i requisiti giusti.
Il nostro clima favorisce l'accumulo delle sostanze che giustificano la coltivazione e quindi la raccolta e la vendita.
Perchè allora chi è amante di questo prodotto non può farlo crescere e raccogliere anche nel proprio orto o giardino ?
E se poi uno ha una terrazza molto grande può farlo ugualmente procurandosi le attrezzatture necessarie.

Esistono vivai specializzati , non molti per la verità, che al momento della vendita daranno tutte le informazioni necessarie per coltivare al meglio le piantine.

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LA COLTIVAZIONE

Il Tè Verde, oltre che in Italia, trova una enorme espansione nel settore delle coltivazioni di tutto il mondo e si diffonde a macchia d'olio sfruttando i canoni di adeguatezza territoriale. I primi produttori al mondo sono la Cina, il Giappone e l'India.
La produzione si sta sviluppando anche nelle zone dove le condizioni climatiche non sono agevoli, come in Russia.

Il Kenia, che conosce la coltivazione del Tè Verde solo da pochi anni, è divenuta la nazione terza produttrice al mondo come quantità. Seguono poi paesi come la Turchia, la Russia ed altre nazioni come l'Italia.Il Tè Verde ha ambiti di utilizzo immensi. Come possiamo notare nelle vita quotidiana, viene inserito in un grandissimo numero di prodotti di basso e largo consumo. Siamo ormai abituati a bere tè freddo d'estate e caldo d'inverno, mangiare alimenti con il suo sapore , usufruendo allo stesso tempo non solo del gusto ma anche delle enormi proprietà curative che questa pianta possiede.Inoltre il Tè Verde è usato in una miriade di prodotti cosmetici.
Facciamo presente che è talmente usato da essere presente in 2500 prodotti immessi sul mercato.Dalla fine degli anni '80, è esplosa una forte richiesta, richiesta che ancora oggi è in aumento.

Io personalmente aggiungo che una tazza di Tè Verde al giorno specialmente nella prima parte della giornata fa vedere la vita un po' meno "grigia".....

sabato 27 settembre 2008

UN POSTO AL SOLE

Che cosa sarebbe il pesto senza il basilico? E il pollo arrosto senza rosmarino? La cucina italiana non sarebbe la stessa senza le nostre erbe aromatiche, che rendono i piatti più saporiti.
Le erbe aromatiche sono buone e benefiche.
Già nel 812 Carlo Magno firmò un editto che obbligava a coltivare 74 specie salutari.
Oggi , la scienza ha dimostrato che queste erbe hanno molti vantaggi : apportano vitamine e sali minerali, stimolano la digestione, limitano la proliferazione di batteri, sono depurative, balsamiche e diuretiche.
Inoltre permettono di dare sapore ai piatti senza usare troppo sale.

Le erbe aromatiche si possono coltivare anche in casa. Dopo averle acquistate, mettetele in vasi più grandi e seguite queste semplici regole per le cure.

BASILICO Di gusto più intenso è quello genovese, a foglia larga. Trapiantatelo in terriccio e ricordatevi di annaffiarlo e cimarlo regolarmente.

TIMO E ROSMARINO Come si osserva in natura , amano il sole e non hanno esigenze particolari.

SALVIA Il terriccio dev'essere ricco di sabbia. Per rinforzare la pianta, appena dopo la fioritura va eseguita la cimatura. Non va bagnata troppo.

ORIGANO Teme il freddo, quindi, nelle regioni del Nord Italia la sua coltivazione richiede una cura maggiore.

MENTA E' la sola, fra le erbe aromatiche, a desiderare un po' d'ombra. Dato che si propaga facilmente, riservatele un vaso capiente, riempitelo di sabbia mista a torba. D'inverno, se possibile, tenetelo in serra fredda.

ERBA CIPOLLINA Cresce bene al fresco e in terreno umido. I suoi steli sono ornati da capolini lilla.(m.i.)