"... Nessuno può rivelarvi alcunché se non ciò che già giace semi-addormentato nell'albeggiare della vostra conoscenza. L'insegnante che cammina all'ombra del tempio, tra i suoi seguaci, non dà la sua saggezza ma piuttosto la sua fede e il suo amore. S'egli è davvero saggio non vi offre di entrare nella casa della sua saggezza, ma vi conduce piuttosto alla soglia della vostra stessa mente...

(Khalil Gibran)

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venerdì 5 maggio 2023

Thylacinus cynocephalus Harris - Tilacino





 Il Thylacinus cynocephalus, comunemente noto come Tilacino o lupo marsupiale della Tasmania, era un marsupiale carnivoro endemico dell'isola australiana della Tasmania. Il suo nome scientifico significa "cane testa-da-tigre", in riferimento alla somiglianza del suo cranio a quello di un cane e delle sue strisce a quelle di una tigre.

Il Tilacino è stato l'ultimo membro della famiglia Thylacinidae e si estinse nel 1936, principalmente a causa della caccia e della distruzione del suo habitat naturale. Era il più grande predatore della Tasmania, con un aspetto simile a quello di un lupo o di un coyote, ma con una marsupializzazione tipica degli animali australiani.

Il Tilacino era noto per la sua mandibola potente e la sua dentatura adatta per tagliare la carne. Era in grado di uccidere prede di grandi dimensioni, come i canguro, e si nutriva anche di piccoli mammiferi, uccelli e rettili.

Nonostante la sua estinzione, il Tilacino continua ad affascinare gli scienziati e il pubblico in generale, con molti sforzi per cercare di trovare prove della sua sopravvivenza. Tuttavia, finora non ci sono state conferme di avvistamenti o prove concrete della sua esistenza dopo il 1936.

venerdì 3 marzo 2023

La Salvia officinalis - Curiosità

La Salvia officinalis, o salvia, è una pianta dallo spiccato valore curativo e dalle molteplici proprietà utilizzata in molte parti del mondo da secoli. Tuttavia, ci sono anche molti aspetti curiosi e interessanti della salvia che vanno oltre la sua utilità pratica. In questo articolo, esploreremo la tradizione popolare, la mitologia e la magia che circondano questa affascinante pianta.




In molte culture, la salvia è stata associata a pratiche magiche e spirituali. In Europa, durante il Medioevo, la salvia era considerata una pianta sacra che proteggeva dalle malattie e dai malocchi. La pianta veniva spesso bruciata in un rituale chiamato "fumigazione", che consisteva nel far bruciare la salvia secca per purificare l'aria e allontanare gli spiriti maligni. Questo uso rituale è stato tramandato fino ai giorni nostri, e la salvia viene ancora utilizzata in molte pratiche spirituali moderne.

Nella mitologia greca, la salvia era associata alla dea della saggezza, Atena. Secondo la leggenda, Atena aveva un grande affetto per la salvia e la proteggeva dai danni degli uomini. Inoltre, la salvia era anche considerata una pianta dell'immortalità, e si credeva che il suo uso regolare potesse prolungare la vita.

La salvia ha anche una lunga storia nella tradizione popolare. In molte culture, è stata utilizzata per aiutare a calmare i nervi e migliorare la memoria. In alcune parti del mondo, la salvia è stata utilizzata come rimedio naturale per curare il mal di gola, la tosse e altri disturbi delle vie respiratorie. Inoltre, in molte regioni, la salvia è stata utilizzata per migliorare la digestione, aiutare a controllare la febbre e ridurre i sintomi delle mestruazioni.

In cucina, la salvia è un ingrediente comune in molte ricette. Ha un sapore forte e aromatico che si abbina bene con i piatti a base di carne e formaggio. In Italia, la salvia è spesso utilizzata nella cucina tradizionale, in particolare nella preparazione di piatti come l'arrosto di maiale.

In conclusione, la salvia è una pianta con una lunga storia e tradizione. La sua utilità pratica, come pianta medicinale e ingrediente culinario, è stata accompagnata da un valore spirituale, mitologico e magico che ha reso questa pianta ancora più affascinante. La salvia continua ad essere utilizzata e amata in molte parti del mondo, ed è un esempio straordinario dell'incredibile potere della natura.

lunedì 27 febbraio 2023

Ferula communis




Ferula; questa pianta mi riporta ai rari momenti di riposo che si concedeva mio nonno davanti alla “casedda” della sua adorata vigna. Con i fusti di questa pianta si costruiva sgabelli e tavolini per consumare più comodamente il pasto in campagna e di ferula era fatto il frialoro che svettava sul tetto della casedda utilissimo nelle mattinate d’estate quando si “insuffarava” la vigna.
Ma la ferula ha una storia antichissima.

Il termine deriva da fero che significa portare, era infatti un valido strumento per portarsi dietro il fuoco e veniva utilizzato già nella notte dei tempi per questo scopo, mi piace immaginarmi navi di fenici con un orcio contenente una ferula che bruciava lentamente.

La Ferula communis è una pianta erbacea perenne che appartiene alla famiglia delle Apiaceae. Si trova comunemente nell'Europa meridionale e nell'Asia occidentale, dove cresce in terreni aridi e sassosi.

Il fusto della pianta è alto fino a 2 metri, molto robusto e cavo. Le foglie sono grandi e divise in numerosi segmenti, mentre i fiori sono di colore giallo-verde e si sviluppano in ombrelle terminali molto grandi.

La Ferula communis produce una resina di galbanum, che viene utilizzata in profumeria e in medicina tradizionale per le sue proprietà antinfiammatorie, antispasmodiche, espettoranti e analgesiche.

La pianta è anche utilizzata in cucina come condimento per insaporire alcuni piatti, soprattutto in Medio Oriente. Le parti utilizzate sono le radici giovani, i gambi e le foglie, che possono essere utilizzati freschi o secchi.

Tuttavia, è importante sottolineare che la Ferula communis contiene composti volatili che possono causare irritazioni cutanee e sensibilizzazione allergica. Inoltre, l'uso interno di questa pianta dovrebbe essere evitato durante la gravidanza e l'allattamento e in caso di disturbi gastrointestinali.

In sintesi, la Ferula communis è una pianta erbacea perenne che cresce in terreni aridi e sassosi e produce una resina di galbanum utilizzata in profumeria e medicina tradizionale. È anche utilizzata come condimento in cucina, ma va utilizzata con cautela per evitare eventuali rischi per la salute.

In Grecia antica, si racconta che il Dio Dionisio utilizzava il gambo cavo della Ferula communis, noto come "thyrsus", come uno dei suoi simboli distintivi. Il thyrsus era un bastone decorato con edera e vite, spesso con una pigna o una mela in cima, e veniva utilizzato come strumento rituale nelle celebrazioni dionisiache.

Il gambo della Ferula communis veniva anche utilizzato per fare delle maschere, che venivano indossate dai partecipanti alle celebrazioni in onore di Dionisio. Inoltre, la resina di galbanum prodotta dalla pianta veniva utilizzata nella preparazione di profumi e unguenti utilizzati durante i riti dionisiaci.

Si racconta che Dionisio, mentre viaggiava per il mondo, fosse accompagnato da una processione di esseri strani e bizzarri, tra cui gli asini. Gli asini erano considerati animali sacri a Dionisio e venivano utilizzati per trainare i carri che trasportavano le statuette del Dio durante le celebrazioni.

Inoltre, la Ferula communis veniva utilizzata per costruire dei bastoni rituali, noti come "baculus ferularis", che venivano tenuti dagli asini durante le processioni dionisiache. Questi bastoni venivano adornati con edera, vite e altre piante e rappresentavano il potere rigenerativo del Dio sulla natura.

Inoltre, si racconta che gli asini, a causa della loro natura testarda e ribelle, fossero associati alla figura di Sileno, uno dei compagni di Dionisio, che era noto per il suo carattere burbero e irascibile. Sileno era spesso raffigurato seduto su un asino, mentre teneva un thyrsus di Ferula communis in mano.
Inoltre l'asino è uno dei pochi animali capace di cibarsene senza subirne l’effetto emorragico.

In sintesi, la Ferula communis ha un collegamento con il Dio greco Dionisio, essendo stata utilizzata nelle celebrazioni dionisiache come parte del thyrsus e nella preparazione di profumi e unguenti utilizzati durante i riti.

 I greci chiamavano la ferula narthex e da questo deriva il Nartece che indica il luogo in cui l’officiante invitava proprio con il bastone fatto di ferula i penitenti separandoli dal resto della comunità di battezzati.

Altro ricordo
Il piegare la cima della pianta per poi quando sarà adulta ottenere un comodo bastone da passeggio a cui poggiarsi.

E non ultimo la ferula papale che riassume tutte le esposizioni dette.
E che con tutti gli altri simboli entra nell'attualità di questi giorni in cui si aspetta il nuovo PAPA.


giovedì 12 marzo 2020

Ricetta dell'elisir di lunga vita

Ricetta dell'elisir di lunga vita
in 
Il sollievo dei malinconici
Torino
Onorato Derossi, 1793

(collezione Simeom, F389)



sabato 7 maggio 2011

PULITUTTO E LAVAVETRI FAI-DA-TE



Per 500 ml servono:

- 100 ml di alcool per liquori
- 400 ml di acqua distillata
- 8/10 gocce di detersivo per piatti
- qualche goccia di olio essenziale profumato (limone, menta, arancio, ecc.) a scelta.



Miscelare il tutto in uno spruzzino.
E' efficace e deliziosissimo!

* l'acqua distillata non è sempre necessaria: se l'acqua di casa vostra non è particolarmente calcarea va benissimo.
Altrimenti un'acqua dura rischia di lasciare aloni di calcare sulle cose più delicate e visibili, tipo vetri; in questo caso meglio usare acqua distillata.

* l'alcool alimentare bianco è inodore e ottimo per questo detersivo, ma parecchio costoso. Se non vi da fastidio l'odore dell'alcool rosa si può usare anche quello. In effetti però lo spruzzino con alcool inodore e oli essenziali è di una piacevolezza speciale!

martedì 5 aprile 2011

LA ROSA NEL LINGUAGGIO DEI FIORI


Ogni tipo di rosa ha evocato nel linguaggio dei fiori un sentimento o un messaggio.


La rosa bianca, il Silenzio e la Segretezza, ma anche il Candore e l'Innocenza.

La rosa a fiore variegato, l'Amor tradito.

La rosa borraccina, la Bellezza capricciosa;

la canina, l'Indipendenza ma anche la Poesia;

la cappuccina, la Pompa e lo Splendore;

la cannella, la Maturità precoce;

la rosa del Bengala, la Compostezza dell'anima ovvero "Siete bella nella prospera e nell'avversa fortuna".

La rosa della Cina, "Riconciliamoci!"; se però è a fiore rosso doppio indica Dispetto.

Con una rosa di Banks si dice: "Voi siete bella nel riso e nel pianto";

con la gialla si denunciano l'Infedeltà e la Vergogna;

con la rosa muschiata si accusa:"Siete bella ma capricciosa!".

Con la rosa tea si sottolinea la Gentilezza della donna amata,

la muschiata ammonisce che "la Bellezza è caduca",

mentre la multiflora augura fecondità.


Alla Rosa simbolo dell'Uno ineffabile s'ispirò nel XVI secolo Vicino Orsini, l'ideatore del sacro Bosco di Bomarzo, creando il cimiero di famiglia: un orso eretto che regge una rosa d'oro o rossa a cinque petali. Questo fiore allude anche al segreto ermetico sicchè esso è diventato emblema del segreto anche in senso profano. Rose a cinque petali racchiuse in un nimbo venivano scolpite con il medesimo significato nei confessionali e nelle decorazioni delle sale riservate agli affari di Stato.

Secondo un'altra interpretazione più superficiale la rosa è sinonimo di "custode del segreto" poichè nasconde con i petali la sua parte più intima.


Quidquid sub rosa fatur

repetitio nulla sequatur.

Sint vera vel ficta

sub rosa tacita dicta.


Così scriveva nel XV secolo un monaco del convento di Tegernsee:

"Quel che sotto la rosa si dice non si deve riferire. Verità o invenzioni tacite stiano sotto la rosa".

L'espressione sub rosa deriverebbe dall'usanza di appendere il fiore al soffitto delle locande o di avvolgere intorno ai boccali una ghirlanda di roselline per rammentare agli avventori l'obbligo morale di non propalare discorsi tenuti "sotto la rosa".

Anche un proverbio suggerisce:"Amore e affare sotto la rosa dovrai serbare".

Johann Joachim Wickelmann citava all'inizio dell'Ottocento un epigramnma latino che faceva risalire a Eros la paternità della rosa emblema del segreto:


Rosa, fiore di Venere, Eros ti donò aa Arpocrate,

perchè sia segreto ciò che la madre ordisce,

per questo l'oste la rosa sul tavolo appende

perchè quel che sotto di essa è detto l'ospite saggio taccia.


Quell'epigramma si ispirava a una leggenda nata da un equivoco: il dio egizio Arpocrate era stato raffigurato con le dita in bocca a indicare il poppare di un neonato; ma i Romani interpretarono erroneamente quel gesto come un invito a non divulgare i segreti dell'iniziazione ai misteri isiaci.

Un'altra leggenda narrava che nel 479 i generali greci si erano raccolti segretamente in un boschetto di rose per preparare il contrattacco contro Serse. Siccome nulla trapelò dal'incontro, da quel momento il fiore divenne l'emblema del riserbo.


(Alfredo Cattabiani- FLORARIO)

lunedì 4 aprile 2011

MAGIA DELLE ERBE


Vi ricordate che tempo fa vi dissi che avevo trovato un Ricettario del '500 con ricette magiche e afrodisiache.

Ebbene risfogliandolo mi sono divertita a leggere quanti rimedi c'erano per superare gli "inconvenienti" dell'epoca!

Eccone uno che vi farà sicuramente sorridere. Lo riporterò prima nel linguaggio del '500, poi la relativa traduzione per renderlo più comprensibile. ________________________________________


- SECRETO BELLISSIMO PER VEDERE DI NOTTE COME DI GIORNO E LEGGERE OGNI LIBRO


Recipe una palla di chiaro vetro ò cristallo grande quanto una buona pagnotta, e quella empi di acqua di cisterna, distillata per alambicco (1) che sarà più chiara e poi metti la tua candela ò lume dietro la detta palla e vedrai che ti renderà un grandissimo splendore e vederai etc.


(1) Distillata attraverso un alambicco: apparecchio per distillare composto di tre parti: la "cucurbita" o caldaia che viene esposta al fuoco, riempita del liquido da distillare; ad essa è sovrapposto il "duono" o "capitello" o "elmo", da cui si diparte il "condensatore" (un tubo raffreddato o un serpentino immerso in acqua).


- MAGNIFICO SEGRETO PER VEDERE E LEGGERE DI NOTTE COME SE FOSSE GIORNO


Prendi una palla di vetro chiaro o di cristallo della grandezza di una pagnotta di pane e riempila di acqua di pozzo, distillata attraverso un alambicco, perchè sia più limpida. Metti quindi una candela o un lume dietro la palla di vetro e otterrai un intenso chiarore che ti permetterà di vedere come se fosse giorno.

giovedì 31 marzo 2011

MINESTRA DI ORTICHE


TEMPO DI PREPARAZIONE

45 minuti circa


OCCORRENTE

(per 4 persone)


- un grosso pugno di ortiche giovani e tenere

- 1 cipollina

- 2 carote

- 2 patate

- 1/2 cucchiaiata di prezzemolo tritato

- 70 gr di pancetta affumicata

- 30 gr burro

- 1 litro e 1/2 di brodo di carne o di pollo

- 50 gr di parmigiano grattugiato

- sale


PREPARAZIONE

Tritate la pancetta insieme alla cipollina e fate appassire il trito nel burro, aggiungete al soffritto le carote precedentemente raschiate e tagliate a pezzettini e le patate sbucciate e tagliate a dadetti. Lasciate rosolare le verdure, mescolando di tanto in tanto e, quando cominceranno a diventare morbide, versatevi sopra il brodo.

Assaggiate ed eventualmente aggiustate di sale.

Fate bollire per una mezz'oretta circa, poi aggiungete alla minestra le ortiche precedentemente lavate e tritate grossolanamente.

Continuate la cottura per altri cinque minuti e servite la minestra dopo averla spolverizzata con il prezzemolo tritato.

Volendo, cospargete la minestra con il parmigiano grattugiato, oppure servitelo a parte.

lunedì 28 marzo 2011

SILICIO (micronutriente)

Il silicio è un elemento catalitico essenziale nella stabilizzazione dei tessuti di sostegno, quali le ossa, le cartilagini ecc, la regolarizzazione delle ghiandole endocrine e la difesa immunitaria. Accelera la cicatrizzazione delle ferite, tonifica il sistema nervoso e le funzioni cerebrali. Il silicio trova impiego come re mineralizzante nel rachitismo, nell'osteoporosi, nella disidratazione della pelle e della mucosa, nelle infiammazioni delle vie urinarie e nella prostata.


NICHEL (micronutriente)


Il nichel esercita la propria attività come ipoglicemizzante in sinergia col cromo, stimola l'amilasi salivare e pancreatica, favorisce la vitamina A, C e P, stimola l'assorbimento di ferro ed è un'attivatore delle fosfatasi della milza. Viene consigliato in caso di disfunzioni epato-pancreatiche, diabete, cellulite e obesità.

ARGENTO (micronutriente)

L'argento è un potente antipiretico e battericida polivalente, svolge un'azione catalitica nelle reazioni difensive contro i microrganismi presenti nell'aria, pertanto, viene consigliato negli stati influenzali, nelle infezioni delle vie urinarie ed in quelle respiratorie.


domenica 20 marzo 2011

CHENOPODIO ANTIELMINTICO


L'essenza ha una certa azione antielmintica, che è molto più intensa nell'essenza di Chenopodio antielmintico (Chenopodium ambrosioides L var. anthelminticum Asa Gray, Chenopodium anthelminticum L.) il quale si riconosce per le dimensioni minori (altezza 30-50 cm), per le foglie(lunghe 4-5 cm, larghe 5-7 mm)con intaccature in proporzione più profonde. L'inflorescenza è più fitta.
L'odore è somigliante ma molto intenso e riesce fastidioso. Coltivato nei giardini, tende a riprodursi spontaneamente nei luoghi aridi spogli di vegetazione (viali inghiaiati, lastricati sconnessi) più che nelle aiuole dove sono altre piante.

TOSSICITÁ
Alta.

CONTROINDICAZIONI
ATTENZIONE: È UN ERBA TOSSICA. COME VERMIFUGO USARE SOTTO IL CONTROLLO DEL MEDICO.

AVVERTENZE
Questa pianta rientra nella lista del Ministero della Salute per l'impiego non ammesso nel settore degli integratori alimentari. Funzioni terapeutiche indicate solo per informazione storico-culturale ma non applicabili nella pratica fitoterapica.

Qualità dell'attività fitoterapica:
non utilizzabile.

Organi interessati dalla'azione fitoterapica : INTESTINO e ORGANI E/O TESSUTI DI VARI DISTRETTI CORPOREI.

INDICAZIONI:
PARASSITI INTERNI (VERMI - ELMINTIASI)

martedì 15 febbraio 2011

ACETO PER LA SALUTE E LA BELLEZZA


Usando regolarmente l'aceto si può beneficiare delle sue preziose proprietà. Per esempio è diuretico e c'è chi giura che prendendone un cucchiaio, meglio se di mele, a digiuno la mattina, è anche dimagrante. Contiene alcuni derivati dei fenoli in grado di svolgere un'azione stabilizzante delle vitamine E e C. Ma sono molte altre le proprietà dell'aceto.

COLERA
Da noi per fortuna il pericolo di contagio è molto remoto, tuttavia è utile sapere che all'aceto sono state riconosciute indiscusse proprietà come mezzo di prevenzione nelle epidemie, in particolare coleriche. E' infatti sufficiente utilizzare l'aceto per lavare cibi e oggetti e per la pulizia personale.

EMICRANIA
Applicate sulla fronte una compressa di cotone o di tela ripiegata imbevuta di aceto.

STANCHEZZA
Bevete al mattino un bicchiere di acqua con un cucchiaio di aceto e un cucchiaino di miele: vi farà da stimolante e inoltre in estate vi disseterà perfettamente.
Oppure aggiungete 2- 3 tazze di aceto all'acqua della vasca per un bagno stimolante, molto indicato anche per pulire le pelli grasse. Se fate invece la doccia, frizionatevi il corpo con un poco di aceto prima di lavarvi.

CAPELLI
Per risciacquarli bene e togliere loro ogni traccia di grasso usate acqua tiepida e aceto. Così i capelli resteranno anche morbidi e vaporosi e riacquisteranno lucentezza, pure nei casi più ostinati.

PELLE
Per proteggere la pelle lavatevi con acqua e aceto, spalmatevi con una buona crema e poi frizionatevi con poche gocce di aceto puro che farà da asteringente: aumentando la resistenza della pelle contro le intemperie.


ESORIAZIONI E PICCOLE FERITE
Si possono pulire e disinfettare con dell'aceto che ha funzioni sia detergenti che antibatteriche. Se la piaghetta fosse all'interno della bocca sarà molto efficace fare sciacqui e gargarismi con l'aceto.

MAL DI DENTI
Fate bollire uno spicchio d'aglio in un bicchiere di aceto e fate sciacqui con il decotto tiepido, tenendolo anche un poco in bocca e insistendo in particolare sul punto dolorante.

lunedì 13 dicembre 2010

IL VELENO DELLE API


Venere e Eros, A. Dürer, 1514

"Eros un giorno non vide un'ape
posata fra le rose, e restò ferito.
Punto nel dito della mano
lanciò un grido di dolore:
e di corsa volato dalla bella Citera
"sono perduto, madre, - disse -
sono perduto e muoio. Mi ha colpito
una piccola serpe alata,
che i contadini chiamano ape".

Anacreonte, 6º secolo a. C.


Il veleno delle api è un miscuglio di numerose complesse sostanze delle quali poche sono state finora identificate. Esse sono raccolte in due glandole all'estremità dell'addome, l'una dal contenuto acido, l'altra contenuto alcalino, che vengono immesse nel condotto interno al pungiglione, nel momento in cui l'ape lo sfodera per pungere.
Sostanze finora accertate nel veleno: acqua, istamina, melittina, proteina, lisolecitina, apamina, enzimi, fosfolipase A e l'ialuronidasi.
L'effetto della puntura provoca eccitazione nervosa, aumento della permeabilità delle papille, dolore e gonfiore, malore ed edema locale.
Nei soggetti d'ipersensibilità anafilattica (1 caso su 1000) provoca convulsioni, crampi, paralisi progressiva, respirazione rallentata, irregolare (esplosione dei globuli rossi): edema polmonare. In questi casi bisogna chiamare il medico, praticare antistaminici e comunque evitare nuove punture d'api che provocherebbero il coma.
Per immunizzarsi, occorre subire qualche puntura al giorno ad ogni primavera.
Ma le punture d'api svolgono anche notevoli effetti benefici per cui oggi si usa raccogliere il veleno d'api per adoperarlo in decine di prodotti terapeutici specialmente a risveglio e mobilitazione dei mezzi di difesa nelle affezioni reumatiche e artritiche.
Il veleno si dimostra utilissimo battericida, indicato nella difterite, arteriosclerosi, ipertensione e malattie cardiovascolari.
In Russia sono molto diffuse terapie specifiche d'iniezioni intramuscolari di veleno, massaggi con unguenti a base di veleno; inalazioni sottolinguali ed apiterapia agopunturale.

martedì 30 novembre 2010

SACCHETTI AL LIMONE PER MOBILI


Niente è più efficace di una cera al limone per lucidare mobili di legno pregiato.

Profuma di fresco e per questo mi piace l'idea dei sacchetti al limone per mobili.

Legateli alle testate del letto o delle spalliere delle sedie e sembrerà che la stanza sia stata appena lucidata.

Per confezionare questi sacchetti scegliete tessuti che si intonino ai colori della stanza. Ricordatevi di adoperare nastri molto lunghi, che si possono annodare facilmente alle spalliere di sedie e letti.


- 15 gr di foglie di cedronella

- 15 gr di melissa

- 15 gr di timo serpillo

- 15 gr di scorza di limone tagliata fine

- 15 gr di fiori di camomilla

- 15 gr di muschio quercino

- 4 gocce di olio di cedronella


RENDIMENTO: 90 gr, sufficienti a riempire quattro sacchetti.

martedì 23 novembre 2010

DIVERTICOLITE COMPLICATA


La diverticolite può avere forme anche gravi: ecco alcune delle complicanze che possono insorgere.

FISTOLE

Sono passaggi anormali che mettono in collegamento l'intestino con la cavità addominale o un altro organo (vescica, vagina, cute). Il pericolo è che le feci possano invadere l'altro organo e infettarlo. Questa complicazione riguarda il 12% delle persone che soffrono di diverticolite: la fistola più comune coinvolge la vescica. Il problema può essere risolto soltanto con l'intervento chirurgico.

EMORRAGIA

E' una complicazione piuttosto rara. Quando un diverticolo sanguina (a causa della rottura di un vaso contenuto in un diverticolo) è possibile trovare sangue nelle feci. Solitamente la cosa si risolve in breve tempo senza alcun trattamento: in presenza di sangue nelle feci bisogna sempre e comunque consultare il proprio medico.

ASCESSO E PERITONITE

Un diverticolo perforato genera pus, che può infettare e dare origine a uno o più ascessi. Se l'ascesso è piccolo si può curare con un trattamento antibiotico; altrimenti va drenato chirurgicamente. Se l'infezione si estende al peritoneo (la membrana che riveste la cavità addominale) serve un intervento chirurgico immediato.

OCCLUSIONE INTESTINALE

Episodi ricorrenti di diverticolite possono portsre a ostruzione parziale o totale dell'intestino. Quando è totale serve un intervento d'urgenza, quando è parziale l'intervento chirurgico può essere pianificato dopo un adeguato trattamento medico.

domenica 31 ottobre 2010

Africa - farmacia naturale






Il curarsi è anche un grosso problema economico nei paesi del così detto terzo mondo, ma l'indagare su certi rimedi potrebbe riservare molte sorprese, come hanno dimostrato tanti ricercatori negli ultimi anni.
Questo filmato l'ho girato quest'anno in un mercato in Madagascar.
Premetto che non sono riuscito a riconoscere neanche una delle erbe esposte, anche perhè non volevano che fossero aperti gli involucri ...

lunedì 11 ottobre 2010

PER IL NIDO DI FARAMIR


Consiglio preso sempre dal ricettario del '500.
Ma questa volta, volendo, può essere anche fatto ed usato.

PER MATURARE IL CATARRO,FACILITARE LO SPUTO, MITIGARE LA TOSSE ET CORROBORARE IL POLMONE.

Al siroppo di malva (1) vischio, fatto semplice, vale, con lessature di radiche di malva, visco e zuccaro, dico semplice, perchè si fa anco composto.

(1) La pianta ha proprietà emollienti e anticatarrali. L'infuso di foglie di malva serve infatti a sedare la tosse. Per la preparazione dello sciroppo basta una semplice ricetta-base.

PER MATURARE IL CATARRO E FACILITARNE L'ESPETTORAZIONE, LENIRE LA TOSSE E RAFFORZARE LA DIFESA DEI BRONCHI E POLMONI(?)

Preparare uno sciroppo semplice con radici di malva, di vischio ed aggiungervi dello zucchero. Prenderne a cucchiaini durante il giorno.

venerdì 8 ottobre 2010

PER CINZIETTA


Da un antico ricettario del '500.
(per ridere!)

PER NON ESSERE STREGATO

Farai benedire il succo d'assenzio(1) e ruta (2) e lo darai a bevere (3) ad alcuno che non potrà mai essere amaliato.

(1) Il liquido ottenuto, mediante forte spremitura, dalla pianta di Assenzio o Assenzo (Artemisia absinthium, della famiglia delle Composite). Nel passato era considerata una panacea (rimedio universale per tutti i mali).
(2)Ruta graveolens, della famiglia delle Rutacee. Erba perenne, di odore aromatico.
(3) Sta per "bere" (dialetto umbro e marchigiano).
(4) Non potrà quindi subìre gli effetti malefici della "fattura".

PER NON ESSERE STREGATO

Se darai a bere a qualcuno il succo di "assenzio" e di "ruta", prima benedetti, quello non potrà mai subìre gli effetti malefici della "fattura".

martedì 7 settembre 2010

DA UN ANTICO RICETTARIO DEL '500 (2)



PER LI CALCOLI E PIETRA



Piglia tre grani di sale d'orina (1),fatto conforme l'arte in quel liquore che è più proportionato al male: che farà l'effetto.



(1)Si tratterà, probabilmente, del residuo dell'evaporazione dell'urina.

_______________________

CONTRO I CALCOLI

Prendi circa tre grani di sale di urina, reparato secondo l'arte in quel liquore che è più consono al male: liminerà i calcoli.