"... Nessuno può rivelarvi alcunché se non ciò che già giace semi-addormentato nell'albeggiare della vostra conoscenza. L'insegnante che cammina all'ombra del tempio, tra i suoi seguaci, non dà la sua saggezza ma piuttosto la sua fede e il suo amore. S'egli è davvero saggio non vi offre di entrare nella casa della sua saggezza, ma vi conduce piuttosto alla soglia della vostra stessa mente...

(Khalil Gibran)

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domenica 8 febbraio 2026

Guida pratica alla forza della farina (W)

 


Questa guida è pensata per chi cucina davvero: niente marketing, niente miti da social. Solo criteri pratici per capire, stimare e usare correttamente la forza della farina (W) anche quando il valore non è indicato.


Cos’è davvero la forza della farina (W)

La forza (W) misura la resistenza dell’impasto alla deformazione e la sua capacità di trattenere i gas della lievitazione.
In parole povere: dice quanto una farina regge nel tempo e sotto stress.

  • W basso → impasti friabili, lievitazioni brevi

  • W medio → impasti equilibrati

  • W alto → impasti elastici, lunghe maturazioni

Il W non misura la bontà della farina. Misura quanto lavoro sopporta.


Relazione (imperfetta) tra tipo di farina e W

Il tipo (00, 0, 1, 2, integrale) non determina il W, ma nel commercio esiste una correlazione frequente.

Tabella orientativa per tipo di farina

TipoW più frequenteUso tipico
0090–260Dolci, pasta, pizza veloce
0180–320Pane e pizza
1200–330Pane rustico
2220–300Pane a lunga lievitazione
Integrale180–260Pane integrale (meglio in miscela)

Forza della farina e usi pratici

Tabella riassuntiva per utilizzo

UsoW consigliato
Biscotti, frolla90–130
Torte montate140–180
Pasta fresca160–200
Pane semplice180–220
Pizza classica220–260
Pane/pizza lunga lievitazione260–320
Grandi lievitati>320

Come stimare il W se non è indicato

1. Proteine in etichetta (metodo più affidabile)

Proteine (%)W stimato
8,5–9,590–130
9,5–10,5140–180
10,5–11,5180–220
11,5–12,5220–260
12,5–13,5260–320
>13,5>320

⚠️ Le proteine indicano quantità, non qualità del glutine.


2. Assorbimento d’acqua (se dichiarato)

AssorbimentoW indicativo
50–52%Basso
53–55%Medio
56–58%Medio-alto
>58%Alto

3. Test manuale dell’impasto

Prova rapida:

  • 100 g farina

  • 55 g acqua

  • Riposo 30 minuti

Risultato:

  • Si strappa subito → W basso

  • Si allunga ma si rompe → W medio

  • Si stende a velo → W alto


4. Tenuta nel tempo

Tenuta impastoW probabile
Collassa in 2 hBasso
Regge 4–6 hMedio
Regge 12–24 hAlto

Errori comuni da evitare

  • Pensare che farina forte = farina migliore

  • Usare W alti per dolci

  • Fidarsi di diciture come “farina per pizza” senza dati

  • Confondere tipo (00, 0…) con forza


Regola finale (senza zucchero)

Scegli la farina in base a cosa devi fare, non a quanto è “forte”.

Una farina troppo forte usata male peggiora il risultato più di una farina debole scelta bene.





Semola, rimacinata e Manitoba: differenze vere (non da etichetta)

Qui si fa spesso confusione perché si usa la parola farina per cose che, tecnicamente e praticamente, non sono la stessa cosa. La differenza nasce da due fattori chiave:

  1. Tipo di grano (duro o tenero)

  2. Tipo di macinatura (grossolana o fine)

Capito questo, il resto viene da sé.


1️⃣ Semola (grano duro)

Cos’è

  • Deriva da grano duro

  • Macinazione grossolana

  • Colore giallo intenso, granello visibile

Comportamento dell’impasto

  • Glutine tenace ma poco elastico

  • Alta capacità di assorbire acqua

  • Impasti rigidi, poco estensibili

  • Tiene la forma, lievita poco

Usi corretti

  • Pasta secca

  • Pane di grano duro tradizionale

  • Gnocchi alla romana

Cosa NON è

Non è una farina per dolci, né una farina “forte” nel senso del grano tenero.


2️⃣ Semola rimacinata

Cos’è

  • Sempre grano duro

  • Semola macinata una seconda volta

  • Granulometria fine, simile a una farina 0

Comportamento dell’impasto

  • Più lavorabile della semola

  • Glutine forte ma rigido

  • Elasticità limitata

  • Crosta spessa, mollica compatta

Usi corretti

  • Pane di grano duro

  • Focacce rustiche

  • Pizza in stile siciliano

Nota onesta

Non è una Manitoba del Sud. È un’altra struttura del glutine.


3️⃣ Manitoba (grano tenero)

Cos’è

  • Grano tenero ad alto contenuto proteico

  • Macinazione fine

  • Colore chiaro

Comportamento dell’impasto

  • Glutine molto elastico

  • W alto (260–380+)

  • Ottima tenuta nel tempo

  • Rischio effetto gomma se usata male

Usi corretti

  • Grandi lievitati

  • Brioche

  • Pizza a lunga maturazione


Tabella comparativa: grano e macinatura

ProdottoTipo di granoMacinaturaElasticitàTenacitàW tipicoUsi ideali
SemolaDuroGrossolanaBassaAlta180–260Pasta, pane duro
RimacinataDuroFineMedio-bassaAlta220–300Pane, focacce
Farina 00TeneroMolto fineVariabileMedia90–260Dolci, pizza
Farina 0TeneroFineMediaMedia180–320Pane, pizza
ManitobaTeneroFineAltaMedia260–380+Lievitati

Regola finale (senza giri di parole)

  • Grano duro → struttura, sapore, crosta

  • Grano tenero → elasticità, volume, tempo

  • Macinatura fine ≠ glutine elastico

  • Farina forte usata male = risultato peggiore





giovedì 31 marzo 2011

MINESTRA DI ORTICHE


TEMPO DI PREPARAZIONE

45 minuti circa


OCCORRENTE

(per 4 persone)


- un grosso pugno di ortiche giovani e tenere

- 1 cipollina

- 2 carote

- 2 patate

- 1/2 cucchiaiata di prezzemolo tritato

- 70 gr di pancetta affumicata

- 30 gr burro

- 1 litro e 1/2 di brodo di carne o di pollo

- 50 gr di parmigiano grattugiato

- sale


PREPARAZIONE

Tritate la pancetta insieme alla cipollina e fate appassire il trito nel burro, aggiungete al soffritto le carote precedentemente raschiate e tagliate a pezzettini e le patate sbucciate e tagliate a dadetti. Lasciate rosolare le verdure, mescolando di tanto in tanto e, quando cominceranno a diventare morbide, versatevi sopra il brodo.

Assaggiate ed eventualmente aggiustate di sale.

Fate bollire per una mezz'oretta circa, poi aggiungete alla minestra le ortiche precedentemente lavate e tritate grossolanamente.

Continuate la cottura per altri cinque minuti e servite la minestra dopo averla spolverizzata con il prezzemolo tritato.

Volendo, cospargete la minestra con il parmigiano grattugiato, oppure servitelo a parte.

giovedì 24 marzo 2011

ANICE


Pimpinella anisum
Famiglia delle Ombrellifere

LUOGO
Si raccoglie in orti e giardini.

DESCRIZIONE
Erba annuale a radice semplice, fusto eretto e ramoso, foglie radicali reniformi dentate che si dividono salendo, fiori bianchi in ombrellette, frutto ovoidale.

PARTI USATE
Frutti, si raccoglie in Agosto.

PROPRIETÀ E INDICAZIONI
L'Anice, conosciuto anche con il nome di Pimpinella è l'antispasmodico digestivo per eccellenza, lo si usa in caso di aerofagia, meteorismo e dispepsie nervose.
Trova molta utilità anche nell'asma e nei casi di insufficienza lattea.

RICETTA
Mistura con:
- 25 gr anice
- 25 gr finocchio
- 25 gr coriandolo
- 25 gr carvi

Sostituendo il CORIANDOLO con il CUMINO la ricetta prende il nome di TISANA DEI QUATTRO SEMI.
Infusione di 30 gr per litro d'acqua, alcuni minuti, due tazze al giorno contro i gonfiori.

STORIA E CURIOSITÀ
Il nome dell'Anice, dal greco "Aniemi", gli fu dato dagli antichi per l'apprezzamento sulle sue virtù carminative. L'Anice, è molto usato, ancora oggi, per le sue proprietà aromatiche, dalle industrie liquoristiche e dolciarie.

RICETTA

TORTINE CON ANICE E CANNELLA

INGREDIENTI
Dosi per 6 tortini:

• 100gr di zucchero;
• 50gr di fecola;
• 20gr di farina;
• 2 uova;
• 1 bustina di vanillina;
• 1 cucchiaio di cioccolato;
• 2 cucchiani di semi di anice;
• 1 cucchiaino di cannella;
• 1 cucchiaino di lievito;

PREPARAZIONE
Dividete i tuorli dagli albumi. Frullate i tuorli e lo zucchero con una frusta elettrica finchè diverranno spumosi poi aggiungete un po’ alla volta la farina e la fecola e un pò di latte se il composto è troppo duro. Infine aggiungete la vanillina, il cioccolato, la cannella, l’anice, il limone grattugiato e il lievito.
Montate a neve gli albumi con un pizzico di sale poi aggiungeteli al resto del composto mescolando dall’alto verso il basso.
Riempite delle coppette di alluminio, precedentemente imburrate, con l’impasto e ponetele in forno a 160° per circa mezz’ora e infine sfornatele, potete cospargerle di zucchero a velo o cannella.

martedì 12 ottobre 2010

PER ROKE


LIQUORE DI CIOCCOLATO

Ingredienti:

- 200 gr di cioccolato fine e amaro
- 1/2 litro d'acqua
- 600 gr di zucchero di canna
- 1/4 di litro d'alcool

Delicato perchè è la presenza dell'alcool, corroborante ed energetico per la presenza di cioccolato, questo è un liquore che potrete far gustre senza paura ai ai bambini, magari in occasioni di una piccola festicciola di compleanno.

Spezzettate dunque il cioccolato nell'acqua e mettete sul fuoco. Mescolate in continuazione aggiungendo lo zucchero di canna. Fate attenzione alla densità; se vi sembra eccessiva moderatela aggiungendo eventualmente ancora un poco d'acqua.

Lasciatela raffreddare, quindi procedete aggiungendo il quarto d'alcool puro. Il liquore a questo punto è pronto e non sarà necessario filtrarlo. Per questo quando dovrete offrirlo ricordate di agiralo sempre un poco per mettere in sospensione eventuali depositi.

sabato 9 ottobre 2010

PER PATRICK MANUELLO


Questo è il pane delle feste degli antichi Greci.

FRITTELLE DI CECI

Ingredienti:

- 200 g di farina di ceci
- 425 ml circa di acqua
- una manciata di prezzemolo fresco
- 30 g di parmigiano o pecorino
- olio per frittura
- sale q.b
- pepe q.b
- succo di limone

Preparazione:

A freddo, setacciate in una pentola la farina di ceci.

Unite un po’ alla volta
1/2 l. di acqua fate molta attenzione a non formare grumi l'operazione
va fatta molto lentamente per permettere alla farina di incorporare
l'acqua. salate e/o pepate a piacimento.

Cuocete il composto per 10/15
minuti rimescolando in continuazione utilizzando un cucchiaio di
legno.

Quando l'amalgama si staccherà dalle pareti della casseruola
sarà il segnale giusto.

Al termine della cottura unite formaggio e
prezzemolo lavorando il composto con decisione.

Versate il composto su
una superficie piana e ricavate dei dischi di circa ½ centimetro.
appena si è raffreddato.

Friggete le frittelle sino a che risulteranno dorate.
Ponete le frittelle e scolare su un foglio di carta e servite con del
succo di limone fresco.

giovedì 7 ottobre 2010

PER ALFREDO FERRO


POLPETTE DI LENTICCHIE

Ingredienti per 4 persone:

- 450 gr di lenticchie cotte
- 200 gr circa di patate lesse
- una cipollina fresca
- 2 uova

- farina di mais tostato leggermente.

Lessate le lenticchie; scolate e frullate le lenticchie con la cipolla
e il parmigiano aggiungete la patata bollita e schiacciata e l'uovo
sbattuto, aggiustate il sale e la densità con della farina di mais,
formate delle polpette che spolvererete con altra farina di mais
tostata.

Potete sia friggerle che metterle in una teglia e cuocere al
forno.

Si possono mangiare anche fredde.
*****
PER CHI NON VUOLE rinunciare ad un buon bicchiere di vivo rosso corposo consiglio
un Lacrima di Morro d'Alba o un Chianti.

martedì 5 ottobre 2010

LIQUORE BAGNADOLCI


INGREDIENTI:

- 20 gr corteccia di cannella
- 5 gr chiodi di garofano
- 10 gr cocciniglia
- 5 gr macis
- 15 gr cardamomo
- 5 gr coriandolo
- 600 gr acqua
- 1 litro di alcool
- 500 gr zucchero
- 1/2 litro di acqua
- 1 stecca di vaniglia

E' un liquore indicato per ogni momento della giornata. Vi risolverà il problema di cosa offrire agli ospiti improvvisi.
Tritate finemente tutto e in un fiasco unitelo all'acqua e al litro di alcool.
Per 3 settimane lasciate a macerazione scuotendo quotidianamnete.
Ultimata l'attesa, riprendere la lavorazione preparando uno sciroppo di zucchero sciolto in acqua con l'aggiunta di una stecca di vaniglia.

Eseguitelo a freddo in modo che possa rimanere più denso; quando lo zucchero sarà sciolto versatelo nel fiasco e dimenticate il tutto per una settimana. Dopo quest'ultimo periodo di riposo il liquore è pronto per venire filtrato e imbottigliato.

giovedì 12 agosto 2010

ALGHE FRITTE


Si possono friggere le wakamè, kombu, nori, dulse.

Prima pulitele (non le nori) con un tovagliolo umido per levare l'eccesso di sale e la sabbia che può essersi depositata nelle pieghe.

Buttatene pochi pezzi per volta nell'olio caldo.

Lasciateli poco tempo (devono diventare croccanti) e fateli asciugare su della carta assorbente.

Per le nori, basta buttarle, aspettare che si attorciglino e levarle subito.

Non c'è bisogno di condire le alghe fritte con la salsa.

Se ne mangiano pochi pezzi alla volta.

mercoledì 11 agosto 2010

ALGHE ARAME


Si possono usare come contorno, o nelle zuppe di miso, o fritte.


CONTORNO DI ARAME

Per 4 persone:
- 3 cucchiai di arame
- 1 cucchiaio di olio di sesamo
- 1 cipolla
- 1 spicchio d'aglio
- 1/2 cucchiaio di tamari

Coprite le arame con acqua, lasciatele a bagno 10 minuti e tagliatele.

Scaldatele l'olio, e mettetevi la cipolla tagliata a fettine sottili.

Fatela rosolare qualche minuto. Coprite e lasciatela cuocere a fuoco basso per 5 minuti, mescolando ogni tanto.

Aggiungete l'aglio tritato fine, fate rosolare tutto insieme.

Unite le arame e fatele cuocere a fuoco basso, aggiungendo un poco d'acqua se ce ne fosse bisogno, per 10 minuti.

Qualche minuto prima della fine della cottura,mettete il tamari.

Potete usare anche altre verdure; in questo caso, aggiungerete le arame gli ultimi 10 minuti.

venerdì 28 maggio 2010

SPAGHETTI ALLE ERBE


Fate bollire 10 foglie di MALVA, 10 foglie di ALTEA e 3 cimette di BORRAGINE.

Dopo averle scolate aggiungetele a 4 foglie di NEPETELLA (o mentuccia), 2 cimette di ONONIDE, 20 foglie di MELISSA, 10 foglie di SALVIA, 1 manciata di BASILICO e NOCE MOSCATA a piacere in un frullatore, con l'olio necessario e il sale.

Dovete ottenere una pasta omogenea che verserete come una salsa sopra gli spaghetti fumanti.

venerdì 14 maggio 2010

RISOTTO AGLI ASPARAGI SELVATICI


Naturalmente per chi non può andare a raccoglierli o perchè non è stagione o perchè è lontano da qualsiasi posto, dove gli asparagi passano nascere, vanno bene anche quelli che si comprano dall'ortolano.


Rosolare un po' di cipolla con olio e versarvi la parte tenera degli asparagi tagliati a piccoli segmenti, poi il riso occorrente.

Coprire con brodo bollente e lasciar restringere.

A cottura finita condite (se volete) con panna e un tuorlo d'uovo.

Per finire parmigiano abbondante.

sabato 27 marzo 2010

BIRRA


- Avete mai provato a usare la birra nella vostra pastella per friggere le mele?

- Un sistema per preparare la carne, adatto anche a chi è a dieta senza grassi, fatela cuocere, a fette o a pezzetti, in una pentola a vapore con due dita di birra. Oppure la carne può essere messa tra due piatti, appoggiati sopra una pentola d'acqua che bolle.

- La birra ha perso il suo gusto perché rimasta troppo a lungo aperta? Usatela come fissatore per i capelli. Prima lavateli, poi intingete il pettine nella scodella in cui avete versato la birra e applicatela direttamente sui capelli. Mettete i bigodini e fate asciugare. State tranquille, non lascia cattivo odore.

venerdì 26 marzo 2010

PANNA



- Prima di montare della panna, accertatevi che abbia due o tre giorni almeno.
Monterà molto meglio e diventerà più voluminosa.

- Come sostituire la panna montata: battete una banana matura con dei bianchi d'uovo e continuate finché la miscela non si indurisce.

FRUTTA APPICCICOSA







Per riuscire a tagliare certa frutta secca appiccicosa (come datteri, fichi, prugne) da mettere nei dolci, usate un coltello di cui avete riscaldato la lama passandola appena sul fuoco del fornello oppure immergendola in acqua calda.

martedì 16 febbraio 2010

OLIVE NERE MARINATE


Tempo di preparazione

- 30 minuti, più il tempo per la marinatura


OCCORRENTE
(per 4 persone)

- 300 gr di olive nere di Gaeta
- 1 spicchio d'aglio
- 1 foglia di alloro
- 1 cucchiaino di maggiorana o origano tritati
- olio di oliva
- sale

PREPARAZIONE

Lavate le olive, asciugatele e mettetele in una pirofila munita di coperchio.
Sbriciolate l'alloro e tritate grossolanamente lo spicchio d'aglio.
Riunite tutti gli aromi, aggiungetevi abbondante olio e il sale necessario, quindi sbattete con una forchetta. Versate la salsetta sulle olive, rimescolate e lasciatela marinare per 24 ore in un luogo fresco, rigirandole ogni tanto.
Servite le olive insieme ad altri antipasti.

martedì 2 febbraio 2010

ISSOPO


(Hyssopus officinalis L.)

DESCRIZIONE

Pianta aromatica, cresce spontanea nei luoghi sassosi e soleggiati. Era apprezzata -secondo i testi sacri- dal saggio Re Salomone.
È una delle 17 piante del tè svizzero. Il miele ha un gusto più delicato, ma più profumato. Viene coltivato per uso farmaceutico. Non si trova nelle isole.

PARTI DA USARE
Le sommità fiorite si raccolgono in estate. Essiccare all'ombra, conservare in sacchetti di carta.
PROPRIETÀ CURATIVE
I composti terpenici e sesquiterpeni creano azione spasmolitica durante gli eccessi di tosse, con fluidificazione del catarro accumulato nelle vie aeree superiori: esternamente favorisce la cicatrizzazione e la riepitelizzazione cutanea. Può stimolare la secrezione gastrica.

INDICAZIONI
Tosse; per cicatrizzare piaghe e ferite; quando si desideri una stimolazione dei succhi gastrici.
MODALITÀ D'USO
Si prepara un infuso con 1 cucchiaio per tazza, e si bevono 2-3 tazze al giorno. Per uso esterno, si usano 2 cucchiai per tazza e si compiono impacchi, bagni e compresse bagnate sulle parti interessate.

AVVERTENZE
Ai soggetti nervosi mai accedere per via interna; nessuna controindicazione esterna.

LA RICETTA

ALBICOCCHE STUFATE
Snocciolate le albicocche, cuocere a fuoco lento con poco zucchero, aromatizzate con foglie di issopo (attenzione è molto aromatico!). Servite fredde con yogurth. Una variante salata: aggiungere qualche cucchiaio di aceto e sale, serve come salsa di carni di gusto esotico.

sabato 30 gennaio 2010

PORTULACA OLERACEA


(da Wikipedia)

Regno:
Plantae
Sottoregno:
Tracheobionta
Divisione:
Magnoliophyta
Classe:
Magnoliopsida
Sottoclasse:
Caryophyllidae
Ordine:
Caryophyllales
Famiglia:
Portulacaceae
Genere:
Portulaca
Specie:
Portulaca oleracea

La portulaca (Portulaca oleracea L., Portulacaceae), detta Porcellana comune, è una pianta particolarmente infestante.
È nota nelle diverse regioni con diversa denominazione:
- in italiano come porcellana, procaccia, porcacchia, pucchiacchella o picchiacchella (in alcune zone del Sannio viene chiamata, eufemisticamente, erba vasciulella per evitare il diretto riferimento dialettale al sesso femminile), perchiazza, sportellaccio, andraca; in inglese come purslane, purslave, pursley, pusley;
- in spagnolo e catalano come verdolaga, verdalaga, buglosa, hierba grasa, porcelana, tarfela, peplide' (Spagna), colchón de niño (Salvador), flor de las once (Colombia), flor de un día, lega (Argentina);
- in portoghese e galiziano come beldroega, bredo-femea, baldroaga;
- in basco come ketozki, ketorki, getozca;
- in francese come pourpier, portulache;
- in cinese come Ma-Chi-Xian.

Alla specie Portulaca oleracea L. sono ascrivibili sette subspecie:
subsp. granulatostellulata (Poellnitz) Danin e H.G. Baker;
subsp. nitida Danin e H.G. Baker;
subsp. oleracea;
subsp. papillatostellulata Danin e H.G. Baker;
subsp. sativa (Haw.) Celak.
subsp. stellata Danin e H.G. Baker.
subsp. sylvestris (DC.) Celak


Tra queste la oleracea è la più diffusa. Il nome botanico latino significa 'piccola porta' per il modo con cui si aprono le capsule. Gli Arabi nel Medio Evo l’hanno denominata baqla hamqa, che significa 'pianta pazza' o 'pazzesca' a causa del modo in cui i rami si estendono per terra senza alcun controllo.

ORIGINE E DIFFUSIONE
Di probabili origini asiatiche, nell’antico Egitto era utilizzata come pianta medicinale, mentre era coltivata durante il Medio Evo nei Paesi Arabi e nel Bacino del Mediterraneo, soprattutto in Spagna. In Arabia Saudita, Emirati Arabi e Yemen, sono coltivate correntemente diverse varietà di portulaca della sottospecie sativa. Negli Emirati Arabi la varietà coltivata è reperibile in molti negozi di ortaggi per essere utilizzata come insalata. Nelle regioni dell’Italia meridionale la portulaca, raccolta negli orti come spontanea, veniva venduta alla rinfusa da ambulanti durante gli anni ’50 – ’60.

USI
CULINARIO
Raccolta allo stato spontaneo o talvolta coltivata, viene consumata da tempi remoti nelle regioni mediterranee. Le foglie dal sapore acidulo, crude o cotte, si consumano in insalata; sono utilizzate per preparare minestre saporite e rinfrescanti, si possono conservare sottaceto. Nella cucina napoletana era un tempo raccolta insieme alla rucola da piante che crescevano spontaneamente, e venduta da ortolani ambulanti. Rucola e pucchiacchella erano un binomio quasi inscindibile tra gli ingredienti dell'insalata.

MEDICINALE
Le informazioni qui riportate hanno solo un fine illustrativo: non sono riferibili né a prescrizioni né a consigli medici.

USO INTERNO
Usato per curare dissenteria, enterite acuta, emorroidi ed emorragie post-partum.
USO ESTERNO
Un impacco di foglie è usato in caso di foruncoli, punture d’api ed eczema. Negli ultimi anni sono state scoperte notevoli proprietà nutritive e medicinali: è una delle migliori fonti vegetali dell’acido grasso omega-3 (importanti per la prevenzione di attacchi cardiaci), α-linolenico, possiede un elevato contenuto di proteina cruda e di polisaccaridi idrosolubili, una buona tolleranza alla salinità e una discreta capacità di accumulo di metalli pesanti.

NOMI REGIONALI
Calabria
'Ndraca
Campania
pucchiacchella
Puglia
Brugacchia, m'brucacchia, Pugghiazza (salentino)
Sicilia
Pucciddania

mercoledì 20 gennaio 2010

ALCHECHENGI


(Phisalis alkekengi L.)

DESCRIZIONE
È facile da trovarsi lungo le siepi o i boschi, in pianura o in media collina, nelle zone più settentrionali.
Il calice che racchiude la bacca ha una strana forma di vescica, da qui il nome arabo"alkekengi", cioè vescica. Le bacche hanno l'aspetto di ciliegie.

PARTI DA USARE
I frutti maturi sono raccolti in agosto-settembre, privati del calice e del peduncolo.

PROPRIETÀ CURATIVE
I frutti, separati dal calice che li contiene, vengono utilizzati per le loro proprietà diuretiche e depurative.

INDICAZIONI
Reumatismo gottoso, calcolosi renali e vescicali, ritenzione urinaria e nefriti.

MODALITÀ D'USO
In infuso, un cuchiaino per tazza: berne 2-3 tazze al giorno lontano dai pasti. Lo si prepara con 15-20 bacche per 5 minuti, in un litro d'acqua, lasciandolo poi in infusione per 10minuti. Va bevuto a digiuno, un bicchiere al mattino e uno alla sera.

AVVERTENZE
Non eccedere con l'uso del frutto fresco; mentre tutte le altre parti della pianta contengono alcaloidi e non vanno assunte. Da non confondere con la Belladonna, tossica.

LA RICETTA

INSALATA ESOTICA

Tagliare a pezzi piccoli ananas, banane, kiwi, fette d'arancio e di limone da giardino intero. Condire con miele di castagno, pistacchi tritati, uvetta, cocco grattugiato, yogurt o panna. Guarnire con frutti di Alchechengi.

mercoledì 13 gennaio 2010

Hypochoeris neapolitana

(Foto by Indi 2010)


In volgare si chiama Costolina,
mentre nella mia terra natia si chiama Coscivecchia
Della famiglia Asteraceae o Compositae è ottima bollita o aggiunta nei legumi.

lunedì 4 gennaio 2010

CORIANDOLO


(Coriandrum sativum L.)

DESCRIZIONE
Erba verde, ad odore sgradevole, naturalizzata nel Mediterraneo, ma originaria del Medio Oriente. È chiamata anche Erba cimicina. I suoi frutti,e i suoi semi,contengono un buon olio.

PARTI DA USARE
Si adoperano i frutti e i semi, da raccogliere a settembre.

PROPRIETÀ CURATIVE
L'essenza ha qualità stimolanti, stomachiche, sudorifere, espettoranti, eccitanti.

INDICAZIONI
Affaticamento, aerofagia, meteorismo, vertigine, arteriosclerosi, digestione laboriosa.

MODALITÀ D'USO
Si fa l'infuso, con 20-30 grammi in un litro d'acqua. Se ne bevono 2 bicchieri al giorno.

LA RICETTA

PISELLI E PATATE INDIANI

- 500 gr di piselli freschi o surgelati
- 2 patate
- 200 gr di burro
- un pizzico di coriandolo in polvere
- peperoncino
- zenzero
- 500 gr di pomodori
- 1 vasetto di yogurth

Soffriggete in poco burro per 10 minuti i piselli e le patate a fette e tenerli da parte.
Con il resto del burro cuocete le spezie, i pomodori, poi aggiungete le verdure e portare a cottura. Servire caldo con l'aggiunta di un vasetto di yogurth.