"... Nessuno può rivelarvi alcunché se non ciò che già giace semi-addormentato nell'albeggiare della vostra conoscenza. L'insegnante che cammina all'ombra del tempio, tra i suoi seguaci, non dà la sua saggezza ma piuttosto la sua fede e il suo amore. S'egli è davvero saggio non vi offre di entrare nella casa della sua saggezza, ma vi conduce piuttosto alla soglia della vostra stessa mente...

(Khalil Gibran)

mercoledì 15 febbraio 2023

Silene Stenophylla la pianta dei Mammut



La Silene stenophylla, nota anche come "fiore del ghiaccio", è una pianta perenne originaria delle regioni artiche e subartiche dell'Asia e dell'Europa. Ciò che rende questa pianta particolare è che è stata ritrovata in perfetto stato di conservazione all'interno di depositi di ghiaccio siberiano, dove era rimasta congelata per più di 30.000 anni.

La scoperta della Silene stenophylla è stata molto importante per gli scienziati, poiché ha permesso di studiare la biologia delle piante e l'evoluzione del clima nel corso dei millenni. Grazie al processo di clonazione vegetale, gli scienziati sono riusciti a far rinascere la pianta a partire dai tessuti congelati, dimostrando la sua capacità di sopravvivere a temperature estremamente basse per un periodo di tempo così lungo.

La Silene stenophylla ha una crescita lenta e produce fiori rosa o bianchi che fioriscono in tenuta. La pianta cresce bene in terreni poveri di sostanze nutritive, il che la rende ideale per la coltivazione in aree dove altre piante faticano a sopravvivere. La sua capacità di resistere al freddo estremo e alle condizioni ambientali difficili la rende una pianta molto interessante anche dal punto di vista della biotecnologia e della ricerca scientifica.

Inoltre, la Silene stenophylla ha un valore simbolico e culturale importante per le popolazioni indigene che vivono nelle regioni artiche, dove la pianta è stata utilizzata per secoli come fonte di cibo, medicina e materiale per la produzione di oggetti artigianali.

In sintesi, la Silene stenophylla è una pianta straordinaria che ha catturato l'interesse di scienziati, biotecnologi e appassionati di botanica in tutto il mondo. La sua capacità di resistere al freddo estremo e di rimanere in stato di ibernazione per millenni ha fornito importanti informazioni sulla biologia delle piante e sull'evoluzione del clima, ma ha anche una grande importanza culturale e simbolica per le comunità che vivono nelle regioni artiche e subartiche.

giovedì 12 marzo 2020

Ricetta dell'elisir di lunga vita

Ricetta dell'elisir di lunga vita
in 
Il sollievo dei malinconici
Torino
Onorato Derossi, 1793

(collezione Simeom, F389)



venerdì 31 gennaio 2020

Piante che aiutano le api - Sidalcea Oregana

Sidalcea Oregana

Originaria del nord America è una pianta da fiore perenne. Produce fiori a campanula, di colore bianco rosa o lilla che sbocciano su tutta la lunghezza degli steli. Ottimi per composizioni floreali.
La S. Oregana ama terreni leggeri, ben drenati, un po’ sabbiosi, calcarei. Fare attenzione affinché il terreno dreni ma permetta di mantenere una buona umidità.




Moltiplicazione

Si possono, in primavera, ottenere nuove piante per divisione dei cespi facendo attenzione a lasciare forti e vigorose radici. Le piante poste a dimora e vanno innaffiate regolarmente per le prime settimane.
La semina si effettua a dimora già nei primi giorni di maggio per evitare il trapianto dato la fragilità delle giovani radici.

Malattie

Gli afidi attaccano i fiori e i germogli appena si nota la presenza di questi parassiti procedere decisamente alla loro eliminazione.
Un metodo naturale è quello di mettere a macerare il tabacco di due sigarette in un litro di acqua per alcuni giorni e nebulizzare le piante infestate dai parassiti.

Ho utilizzato una variante a questa ricetta aggiungendo 100 gr di foglie di ortica nella macerazione per un prodotto ancora più efficace e naturale.

lunedì 27 gennaio 2020

Le buone erbe e le buone piante - Febbraio


Dalla tradizione Siciliana 



(Pag 163)


Le buone erbe e le buone piante - Febbraio 



Fioriscono in febbraio:



Nome della pianta
Luogo dove nasce
Uso
Anèmuli sarvaggi

Càvulu di rocca
Nelle praterie.

Nelle rupi calcaree.


Esterno: detersivo (atto ad asciugare e nettare).


Nelle infiamma-zioni croniche degli organi respiratorii.

Ruca o Aruca
Nella Piana di Catania e in Castrogiovanni.
Antiscorbutico.


Mennula duci e amara


Nelle rupi calcàree.
Irritazione dello stomaco. Febbri intermittenti.

Denti di liuni

Nelle colline erbose.


Tonizzante (che rinvigorisce lo stomaco).

Camedriu biancu


Nei luoghi vulcanici, nelle siepi.
Decotti ed infusi (liquidi) tonico – eccitanti.

Erva di San Franciscu.

Nelle siepi e nei boschi.


Contro l'itterizia, le emorragie, la dissenteria.

Nucidda

Nei boschi di Polizzi, Tortorici, Piazza Armerina.

Nelle irritazioni gastriche.

Gurra


Lungo i fiumi e nelle terre umide.

Nelle febbri periodiche.

venerdì 10 gennaio 2020

Le buone erbe e le buone piante - Gennaio

Dalla tradizione Siciliana 





(pag 159)

Le buone erbe e le buone piante.Gennaio.



Fioriscono in gennaio:



Nome della pianta
Luogo dove nasce
Uso
Cardamina
 Nelle selve e nei muri
 Antiscorbutica.

Viola di jardinu
 Nelle selve e nelle siepi.
 Infiammazioni degli organi respiratori.

Pannizzeddu di la Ma­donna
 Nelle praterie.
 Come nervino (agisce sui nervi) e diaforetico (sudorifero).

Sempriviva ad arvuliddu

 Nelle rupi calcaree, vicino al mare.
 Nelle afte (ulcerette della bocca) dei bambini, nelle scottature.

Spinedda cu fogghi larguliddi

 Nelle arene delle spiagge.

 Purgativo.

Racinedda di tìnciri
 Nelle foreste ombrose.
 Violento purgativo.

Addàuru
(Alloro)

 Nei boschi e nei valloni.

 Nelle digestioni lente, nei reumatismi, nelle contusioni.

Loriola vera

 Nei boschi alpestri.

 Violento purgativo.

I proverbi del mese.

Jinnaru fa lu piccatu e Maju nn'è ’ncurpatu.
Nun cc’è gaddina ca di Jinnaru nun fa ova.
La bona manciatura fa la vèstia bona.

domenica 28 ottobre 2012

Habemus Cinnamomum zeylanicum (Cannella)...


Ogni anno provo a portarmi qualche ricordo dal posto in cui vado a passare le ferie.
Quest'anno ho provato con delle piantine di spezie, sapendo bene che sarebbe stata dura farle acclimatare e far sopravvivere a Torino.
Ma ecco che dopo poco più di un mese si intravvede la speranza.
Una delle due piantine di Cannella fa  intravvedere un nuovo germoglio e sono estremamente felice di farvi partecipe.

ECCOLO!!

Cannella




Ma anche il Cardamomo  (Elettaria cardamomum) da segni di speranza.

Cardamomo

Mentre discorso a parte devo fare per 'annatto' o 'achiote' la cosiddetta pianta del rossetto (Bixa orellana) alcune piantine sono venute su dai semi.
Anatto
Devo però annunciare la dipartita delle piantine di Eugenia caryophyllata   (Chiodo di garofano) infatti lo stelo che vedete dietro la piantina di Annatto è quel che rimane di uno dei tre tetativi...sarà per la prossima volta.

A presto per altre notizie.