"... Nessuno può rivelarvi alcunché se non ciò che già giace semi-addormentato nell'albeggiare della vostra conoscenza. L'insegnante che cammina all'ombra del tempio, tra i suoi seguaci, non dà la sua saggezza ma piuttosto la sua fede e il suo amore. S'egli è davvero saggio non vi offre di entrare nella casa della sua saggezza, ma vi conduce piuttosto alla soglia della vostra stessa mente...

(Khalil Gibran)

giovedì 20 maggio 2010

RONZIO AURICOLARE


È un ronzio ossessivo, di grande molestia per il malato.
Le cause del fenomeno sono varie: eccitazione del nervo acustico, depositi di cerume, anemia, disturbi di tipo nevrotico, otosclerosi, disturbi circolatori.

Spesso le cure possono far scomparire il disturbo, ma col tempo anche i ronzii di origine sconosciuta si attenuano.
Per allontanare questo incomodo disturbo ci si può servire dei tuberi secchi di ciclamino.

Se ne prendono 15 gocce al giorno in due dita d'acqua, con un po' di zucchero.
(VELENOSO!), mettendoli a macerare per 10 giorni in 100 gr di alcool puro a 60°.

mercoledì 19 maggio 2010

PARANOIA


È una malattia mentale costituzionale, ereditaria.
È caratterizzata da un delirio lucido, cioè non esistono alterazioni della coscienza, il delirio si mantiene logico.
Si manifesta con manie di persecuzione, manie di ambizione, di gelosia.
La cura è essenzialmente medica e psichiatrica. Può però essere efficacemente coadiuvata da alcuni rimedi naturali che abbiano virtù calmanti e sedative.
Una volta si attribuivano virtù miracolose contro la paranoia all'elleboro (VELENOSO!), ma erano più che latro credenze popolari ed oggi questa pianta non si usa più.
Sono invece di provata utilità la camomilla, la valeriana, la passiflora.

PERÒ RIPETO, IL MEDICO E LA SUA DIAGNOSI, ACCOMPAGNATA DA UNA BUONA TERAPIA FARMACOLOGICA, SONO INSOSTITUIBILI.

lunedì 17 maggio 2010

SIFILIDE


La sifilide, conosciuta anche come lue (dal greco λύω=sciolgo) e numerosi altri nomi, è una malattia infettiva a prevalente trasmissione sessuale.

È causata da un batterio (il Treponema pallidum) dell'Ordine Spirochaetales, che si presenta al microscopio come un piccolo filamento a forma di spirale. Il contagio oltre che per via sessuale può estendersi, nella donna gravida con infezione recente, attraverso la placenta al feto che presenta in tal caso un quadro di sifilide connatale con malformazioni che possono interessare: la cute e le mucose, l'apparato scheletrico, l'occhio, il fegato, il rene e il sistema nervoso centrale.

Pertanto questo morbo - scoperto da Fritz Schaudinn e Paul Erich Hoffmann nel 1905 - può essere contratto, nella forma connatale, prima ancora della nascita attraverso il sangue materno infetto o alla nascita, durante la discesa nel canale del parto. Comunque, nella maggior parte dei casi, il contagio (possibile fin dalle primissime fasi della malattia) avviene attraverso i rapporti sessuali. Per i controlli accurati che vengono effettuati prima che il sangue venga trasfuso, sono ormai rarissimi nel mondo i casi di acquisizione della malattia con le trasfusioni. Ad August von Wassermann va il merito di aver scoperto il metodo biologico per fare una diagnosi precisa sulla malattia.

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(da Wikipedia : http://it.wikipedia.org/wiki/Sifilide)

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Quelle poche informazioni che leggerete nel campo fitoterapico sono solo delle curiosità che ho trovato, MAI e insisto a dire MAI nessuno potrà sostituirsi ad un medico, che va consultato immediatamente e che sarà in grado di farvi procedere su un percorso farmacologico giusto e opportuno.

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Quindi la sifilide come avete letto è una malattia venerea infettiva e molto contagiosa.

Ha un'incubazione variabile fra i 15 e i 30 giorni; è dovuta ad un microrganismo, lo SPIROCHETA PALLIDO.

Può essere conseguita anche per contatto prenatale.
È una malattia grave, a lungo percorso, oggi per fortuna piuttosto benigno, grazie alle cure con antibiotici.

È un disturbo di stretta competenza medica, esistono però alcune erbe piuttosto efficaci che coadiuvano la cura. Molto indicato è un decotto di salsapariglia (90 gr) e liquirizia (100 gr), che si fanno bollire in tre litri d'acqua. Si beve a tazzine.

Consigliati sono anche i rimedi a base di dulcamara, di bardana e di saponaria.

sabato 15 maggio 2010

BUONA DOMENICA

ELMINTIASI



È la presenza di vermi nell'intestino, provocata da germi contenuti nei cibi ingeriti; si cura con antielmintici.

Un antielmintico molto efficace viene preparato con semi di zucca in questo modo: si sbucciano circa 100 gr di semi, si pestano nel mortaio e si impastano con 10 gr di zucchero.

Ottimo è ancora lo sciroppo di semi di zucca che si prepara unendo ai semi pestati zucchero, acqua d'arancia e infuso di timo, facendo bollire il tutto.

Insieme a questa cura è bene prendere qualche cucchiaio di olio di ricino, utile per il suo effetto purgativo.

DECALCIFICAZIONE OSSEA


La decalcificazione, ossia la mancanza di calcio nelle ossa, è un malattia tipica della vecchiaia, però in casi particolari può colpire anche i bambini, in forma più o meno grave.

Si consigliano rimedi che contengano grandi quantità di calcio.

Una sostanza ricca di calcio è il guscio d'uovo che può essere così utilizzato: si lascia sciogliere il guscio nel succo di limone per un giorno o due e poi si beve a bicchierini.

LITONTRICI



Sono sostanze che servono per frantumare i calcoli e favorirne l'emissione.
Le erbe che hanno questa funzione risolvente sono la belladonna, il rusco e la violetta.

venerdì 14 maggio 2010

UNA BELLA TISANINA CON L'ASPARAGO?


PARTE UTILIZZABILE

- la radice

PROPRIETÀ DELLA PIANTA
- Come diuretico declorificante
- come aperitivo
- come sedativo del cuore

INDICAZIONI
- Per oligurie dei cardiaci
- per dolori renali
- per idropisie
- per ittero

USO
- In decotto (50 gr per 1 litro d'acqua)

Bollire per 15 minuti e bere 3 bicchieri al giorno, a digiuno.

-In estratto acquoso (da 1 a 4 gr al giorno)

- In sciroppo delle 5 radici (radice di pungitopo, asparago, finocchio, appio (sedano selvatico), prezzemolo - da 60 a 100 g al giorno).

- In succo (da 80 a 100 gr)

RISOTTO AGLI ASPARAGI SELVATICI


Naturalmente per chi non può andare a raccoglierli o perchè non è stagione o perchè è lontano da qualsiasi posto, dove gli asparagi passano nascere, vanno bene anche quelli che si comprano dall'ortolano.


Rosolare un po' di cipolla con olio e versarvi la parte tenera degli asparagi tagliati a piccoli segmenti, poi il riso occorrente.

Coprire con brodo bollente e lasciar restringere.

A cottura finita condite (se volete) con panna e un tuorlo d'uovo.

Per finire parmigiano abbondante.

mercoledì 12 maggio 2010

ASPARAGO


Asparagus officinalis L.

Gigliaceae Asparagoidea dell'Europa e dell'Asia. In Italia si trova qua e là nei luoghi freschi, specialmente sabbiosi. È molto coltivato per i giovani getti (turioni) commestibili.
LA PIANTA

Il rizoma strisciante, breve, emette fusti alti circa un metro (fino a due nelle piante coltivate), grossi 1-3 cm, con foglie ridotte a squame. I rami numerosi e sottili portano squame più piccole, che hanno all'ascella cladodi lunghi fino a un paio di cm, larghi un mm o meno (le cosiddette foglie dell'asparago: le vere foglie invece sono le squame). I fiori sono lunghi circa mezzo centimetro, larghi circa la metà, biancoverdi. Il frutto è una piccola bacca rossa con pochi semi neri relativamente grossi.

LA DROGA

Il rizoma è di colore grigio chiaro, lungo una decina di cm, grosso fino a un paio di cm, tutto coperto superiormente da avanzi o cicatrici dei vecchi fusti (nella parte vecchia) o da grosse gemme. Tanto le gemme, quanto il rizoma sono mascherati da squame larghe e dure. Sulla faccia inferiore sono inserite le radici numerose, grosse mezzo cm circa, carnose, lunghe anche qualche decimetro, alquanto tortuose e irregolari, semplici. Rizoma e radici sono molto tenaci e difficili da troncare. Frattura quindi molto fibrosa; superficie di sezione biancastra. La sezione del rizoma mostra numerosi e sottili fasci delle monocotiledoni; quella della radice mostra la corteccia bianca, rivestita da sughero spesso e duro: il cilindro centrale è grosso circa 1 mm. L'odore è gradevole, il sapore dolciastro. Mancano l'amido e il tannino.

Si liberano dalla terra e si seccano interi, lasciando anche le radici.
Seccando, le radici per lo più si fanno grinzose; spesso però rimangono cilindriche e distese e diventano spugnose all'interno, in modo che si schiacciano facilmente.

Si usa come diuretico.
È poco richiesto.

lunedì 10 maggio 2010

ROSA


La ROSA un fiore che tutte le donne hanno sempre ricevuto in regalo.
Il mio ricordo è legato solo ad una persona.... mio padre.
Nel mese di maggio la prima rosa del nostro giardino era la mia, il primo bocciolo.
Nessuno mi ha più regalato una rosa.
Solo l'anno scorso una persona a me molto cara l'ha fatto il giorno del mio compleanno.
La rosa il simbolo che metto sempre accanto al mio nome.

COCOMERO ASININO (Elaterio)


ECBALLIUM ELATERIUM A.Rich.

(Momordica Elaterium L.) Cucurbitaceae delle regioni attorno al Mediterraneo. In Italia si trova dal mare alla collina, abbondante in certi incolti presso il mare.
VELENOSA!


LA PIANTA

È un'erba perenne con fusto strisciante e ascendente, lungo anche un metro o più ,generalmente con rami brevi, eretti, piuttosto grossi e carnosi. Non ha cirri. Le foglie hanno il picciolo lungo, eretto, la lamina grossa, quasi triangolare a base astata e margine ondulato e più o meno intaccato. I fiori sono ascellari, piccoli (poco più di 1 cm), giallicci, monoici; i maschili sono in piccoli racemi e hanno 5 stami (uno libero e 4 saldati in due coppie); i femminili sono solitari, con ovario infero e peduncolo eretto e lungo, che si allunga ancora di più dopo la fecondazione e si incurva bruscamente alla sommità, dalla quale viene quindi a pendere il frutto ellittico-oblungo (lungo 4-5 cm,grosso 2-3 cm), verde giallo. L'endocarpo a maturità è acquoso e mucillaginoso ,amarissimo; quando il frutto si stacca dal peduncolo, all'inserzione si forma un foro, dal quale schizzano il liquido e i semi, ellittici, lunghi 3-4 mm, grossi circa 2 mm, bruni.
Tutte le parti verdi della pianta, compreso il frutto, sono ruvidissime, coperte di setole brevi e rigide.

LA DROGA

Il succo del frutto non maturo, raccolto e seccato, da l'elaterio, contenente glucosidi e resina ai quali deve la sua azione drastica violentissima.
Da noi non è richiesto.

venerdì 7 maggio 2010

FORMICHE


Se le formiche assalgono la vostra cucina,si può provare ad allontanarle spargendo nei punti di passaggio una miscela di CHIODI DI GAROFANO, PEPE ROSSO e volendo anche dello ZOLFO.

Oppure preparate un antico e ottimo insetticida in polvere fatto in casa di ACIDO BORICO, PIRETRO e PEPE.

Spargetelo nell'area infettata e sulla soglia della cucina.

FRITTELLE DOLCI DI SARACENO


(Invito alla macrobiotica)

PER 4 PERSONE:

- 1 tazza e 1/2 di farina di saraceno
- 3 tazze di acqua
- un pizzico di sale
- 1/2 tazza di mandorle tostate
- qualche goccia di acqua di fiori d'arancio
- 1/2 tazza di uvetta
- pangrattato

In 3 tazze d'acqua bollente salata, mettete la farina di saraceno, le mandorle tritate, l'acqua di fiori d'arancio, l'uvetta.
Quando riprendete il bollore, coprite e lasciate cuocere a fuoco basso per 1/2 ora.
Fate raffreddare.
Tagliatela poi a fettine di circa 2 cm di spessore e passatela nel pangrattato.
Potete allora friggerle in olio di frittura o passarle in una padella unta d'olio, finché non diventano ben croccanti.
Servite calde.

giovedì 6 maggio 2010

ASPIC DI VERDURE


(Invito alla macrobiotica)

PER 4 PERSONE:


- 1 tazza di piselli o di fagiolini o di cavolfiore
- 1 pezzo di alga kombu di 6 cm
- 3/4 di sbarra di agar-agar
- 2 cucchiaini di shoyu
- 1 cucchiaio di semi di sesamo
- foglie di crescione
- 3 tazze d'acqua

Fate bollire l'acqua con la kombu. Levatela e aggiungete le carote tagliate a quadrettini piccoli. Lasciatela cuocere per 10 minuti. Levatela.
Mettete nella stessa acqua i piselli (o un'altra verdura dura) e fateli cuocere un po' al dente.
Lavate l'agar-agar, strizzatela ,fatela a pezzetti.
Quando i piselli saranno cotti, levateli, mettete l'agar-agar nell'acqua di cottura e fatela cuocere per 10 minuti.
Aggiungete lo shoyu, le carote e i piselli.
Versate tutto in una teglia che avrete prima passata sotto l'acqua fredda.
Abbrustolite i semi di sesamo, e quando l'aspic si sarà rappreso un po', spargeteli sopra.
Lasciate raffreddare finché non si addensi.
Tagliatelo a quadrettini di circa 8 cm e servite con delle foglie di crescione come guarnizione.

martedì 4 maggio 2010

MERCORELLA





Erba bienne della famiglia delle Euforbiaceae, comunissima dal mare ai monti in tutta Italia nelle siepi e tra le macchie ombrose e fresche.

I principi attivi contenuti dalle foglie sono costituiti da mercurialina (alcaloide), un principio amaro e una materia colorante.

Se ne adopera il succo per arrestare la secrezione lattea, sia somministrato in una tazza di brodo, in dose di gr 10, sia per clistere, in dose di gr 100 di succo in adatta soluzione mucillaginosa.

La decozione di foglie, gr 15 in gr 500 di acqua, è lassativa.

MELONCELLO







Erba glabra della famiglia delle Rosaceae, comune nei prati umidi della zona submontana e subalpina nelle Alpi e talora negli Appennini.

Tutta la pianta contiene molto tannino e viene adoperata, come astringente, nella cura delle malattie intestinali e nelle enterocoliti infantili.

La decozione di radice si prepara con gr 6 di radice in un litro d'acqua.

mercoledì 28 aprile 2010

CUBEBE


Pianta rampicante della famiglia delle Piperaceae, originaria dell'isola di Giava e coltivata nelle isole della Sonda e nelle Antille.

PARTI USATE
Il frutto.

PROPRIETÀ
Stimolanti, eccitanti.

PRESCRIZIONI E PREPARAZIONI
È specialmente impegnato, come balsamo copaive, nella cura della blenorragia.

POLVERE
in dose di gr 1 a 3 più volte al giorno.

ESTRATTO FLUIDO
in dose di gr 0,1 a 4 al giorno.

È più blando e più tollerato del balsamo copaive, ma l'uso prolungato provoca diarree.

lunedì 26 aprile 2010

CROTONTIGLIO


Albero della famiglia delle Euforbiaceae, indigeno delle isole di Giava, di Borneo e delle Filippine.

PARTI USATE
L'olio dei semi.

PROPRIETÀ
Revulsive e caustiche all'esterno, energicamente purgative in piccolissime dosi.

PRESCRIZIONI E PREPARAZIONI
In dose di 1/2 goccia a 2 gocce come purgativo nei casi di costipazione ostinata, come derivativo potente in certe malattie cerebrali o del midollo spinale, nelle coliche saturnine.
Si associa per lo più a qualche altro olio purgativo, o si somministra in pillole: gocce 2 in 8 pillole.
Per clistere, in dose di 3 a 5 gocce in olio d'oliva o di mandorle.
All'esterno, una dose di 6 a 8 gocce misto nella proporzione di 1 a 5 con olio di olive o di mandorle dolci, come energico revulsivo.

venerdì 23 aprile 2010

MOSTARDINA


Erba della famiglia delle Crocifere, alta circa 60 cm, a foglie sparse, a fiori piccoli bianchi, comune nei luoghi ombrosi e umidi.

Le foglie hanno proprietà risolventi e rubefacenti e se ne fanno cataplasmi da applicare nei casi di sciatica e lombaggini.

Tutte le parti della pianta sono stimolanti e assai efficaci come antiscrofoloso, antiscorbutico e depurativo.

ROTTLERA


Albero della famiglia delle Euforbiaceae, indigeno delle Indie orientali e dell'Australia.

PARTI USATE
La raschiatura della superficie esterna del frutto, nota sotto il nome di polvere di camata, di colore rosso-mattone sparsa di punti giallo verdastri.

PROPRIETÀ
Tenifughe.

PRESCRIZIONI
Dose per gli adulti gr 4 a 12:
per gli adolescenti gr 2;
per i bambini dai 3 sino ai 5 anni gr 1,50.

È un rimedio efficace e blando contro la tenia e perciò assai adatto per le donne e i bambini.

ROSOLIDA


DESCRIZIONE BOTANICA

Erba perenne della famiglia delle Droseraceae, con foglie radicali a rosetta, munite di peli rossicci sulla faccia superiore e sui margini, con stelo eretto con fiori bianchi racemosi. Il frutto è una capsula più lunga del calice, con semi minutamente striati.

HABITAT
I luoghi umidi della zona montana e submontana delle Alpi e più raramente dell'Appennino.

PARTI USATE

L'intera pianta.

PROPRIETÀ
Antispasmodiche.

PRESCRIZIONI E PREPARAZIONI


TINTURA
In dose di gocce 10 a 20 ripetute da 3 a 5 volte al giorno, sia semplice che associata a sciroppo di papavero.
ESTRATTO FLUIDO
In dose di gr 0,30 a gr 1 al giorno.

Nelle bronchiti acute, nella tosse convulsiva, nelle crisi asmatiche.

FORMULE

POZIONE CALMANTE

Gr 5 a 10 tintura rosolida, gr 50 sciroppo di menta, gr 100 sciroppo lattucario. A cucchiaini.

GOCCE ANTIASMATICHE
gr 2 per sorta tinture rosolida, aconito e belladonna, gr 10 tintura mirra.
Nelle crisi asmatiche, in dosi di gocce a 4 a 10 in acqua, ripetute 4 a 5 volte al giorno.

giovedì 22 aprile 2010

MORINE



Erba perenne della famiglia delle Globulariaceae, alta da 10 a 20 cm, con foglie caulinari alterne, sessili, lanceolate, comune sui colli e sui monti dell'Italia settentrionale e centrale.
Le foglie hanno proprietà purgative e diuretiche.

DECOTTO
gr 20 a 30 di foglie in gr 200 a 300 di acqua.

martedì 20 aprile 2010

EUGENIA AROMATICA


Albero della famiglia delle Mirtaceae, proprio delle isole Molucche e coltivate nei pesi tropicali.

PARTI USATE
I fuori non ancora sbocciati e disseccati, noti sotto il nome di chiodi di garofano.

PROPRIETÀ
Aromatiche, eccitanti del gusto e dell'olfatto, anestetizzanti locali. Anticamente era considerato come antisettico.
PRESCRIZIONI E PREPARAZIONI

INFUSO
gr 1 a 10 chiodi garofano in 1 litro d'acqua.

POLVERE
In dose di gr 0,50 a gr 2.

ACQUA DISTILLATA
In dose di gr 30 a 60.

TINTURA
Parti 1 chiodi di garofano polvere a macero per 10 giorni in parti 100 alcool a 80 gradi,in dose di gr 10.

OLIO VOLATILE
In dose di gocce 1 a 2.

Entra nella composizione di molti preparati stimolanti e aromatici.

EVONIMO


Arboscello della famiglia delle Celastraceae, indigeno dell'America settentrionale.

PARTI USATE
La corteccia della radice, di cui il principio attivo è costituito dal glucoside evonimina, che è tossico per il cuore.

PROPRIETÀ
Purgative e colagoghe.

PRESCRIZIONI E PREPARAZIONI
Estratto fluido, in dose di gr 2 a 4 come lassativo e di gr 4 a 7 come purgativo.
L'evonimo ha azione simile a quella del rabarbaro ed è considerato più efficace della cascara sagrada per combattere la stitichezza.

FORMULA
Pozione colagoga: gr 1 estratto fluido evonimo, gr 40 sciroppo semplice, gr 50 marsala, gr 5 estratto fluido centaurea, gr 100 acqua.
A cucchiaiate.