"... Nessuno può rivelarvi alcunché se non ciò che già giace semi-addormentato nell'albeggiare della vostra conoscenza. L'insegnante che cammina all'ombra del tempio, tra i suoi seguaci, non dà la sua saggezza ma piuttosto la sua fede e il suo amore. S'egli è davvero saggio non vi offre di entrare nella casa della sua saggezza, ma vi conduce piuttosto alla soglia della vostra stessa mente...

(Khalil Gibran)

martedì 22 dicembre 2009

OTITE


L'otite è l'infiammazione delle parti interne dell'orecchio. Può dare varie complicazioni anche a carico delle capacità auditive.

Contro l'otite è utile un cataplasma di lattuga o di foglie di sambuco preparato mettendo 10 gr di foglie fresche e triturate in mezzo litro d'acqua per 10 minuti.

Efficace anche il succo di foglie di sambuco introdotto con un batuffolo di cotone nel condotto auditivo.

lunedì 21 dicembre 2009

AMAUROSI


È un disturbo di origine tossica che provoca una paralisi della retina dell'occhio con conseguente indebolimento della vista.

Si può intervenire contro l'amaurosi con somministrazione di foglie di BASILICO secche e finemente pressate in modo da ottenere una polvere. Con questa polvere si confezionano delle specie di ostie che si prendono con un po' d'acqua.

ACIDITÀ DI STOMACO


Questo disturbo è dovuto ad una eccessiva secrezione di acido cloridrico nello stomaco, che produce bruciori nella digestione.

Le erbe medicinali indicate per la cura sono l'ASSENZIO, la CAMOMILLA, la GENZIANA, l'ANICE, la VERONICA, il GINEPRO, il PREZZEMOLO.

L'acidità di stomaco si può alleviare prendendo dopo i pasti un decotto, che si prepara facendo bollire: 20 gr di foglie di SALVIA, 10 gr di foglie di ROSMARINO, 10 gr di buccia di LIMONE in ¼ di litro d'acqua.

Oppure con un infuso ottenuto ponendo in 1 litro d'acqua bollente 15 gr di radice di VALERIANA, 10 gr di CALAMO, 60 gr di fiori di ORIGANO.

Altro metodo è il sorseggiare dopo i pasti una miscela preparata bollendo per pochi minuti in ¼ di litro d'acqua 50 gr di semi di PREZZEMOLO, 100 gr di semi di ANICE, 50 gr di semi di FINOCCHIO.

Ottimo rimedio contro l'acidità di stomaco è prendere dopo ogni pasto un pizzico di semi di prezzemolo con un po' d'acqua o masticare alcune bacche di GINEPRO prive di semi.

domenica 20 dicembre 2009

venerdì 18 dicembre 2009

OSSIURI


È una malattia determinata dall'infestazione dell'intestino da parte di ossiuri, piccoli vermi bianchi, filiformi, lunghi alcuni millemetri che vengono espulsi con le feci.

Questa malattia si manifesta tipicamente nei bambini. L'infestazione avviene mediante ingestione di alimenti inquinati. Per la cura si usano tutti rimedi antielmintici quali ad esempio i semi di zucca. Se ne prendono circa 50 gr, si pestano nel mortaio aggiungendovi 20 gr di zucchero e 160 gr di acqua aromatizzata con arancio e limone, se ne prendono 2 cucchiai a digiuno.

Anche la felce è un buon vermifugo. Si usa la polvere del rizoma, se ne prendono 10-20 gr in 200 gr di acqua a digiuno. In entrambi i casi è bene far seguire alla cura una purga a base di olio di ricino.

Personalmente ho sempre consigliato perle di AGLIO per un mese, poi un riposo di un mese e ancora un'assunzione per un altro mese in modo da abbracciare il ciclo di vita e di incubazione delle uova e dell'animale adulto.
I risultati sono sorprendenti, soprattutto perchè i bambini riacquistano in pochi giorni il colorito al viso e l'appetito che negli ultimi tempi con la presenza degli ossiuri era venuto a mancare. Riacquisteranno anche le forze e la voglia di giocare.

Ma il trattamento va fatto tutto completo per il trimestre proposto.

MIRMECLA

È una specie di formicolio che colpisce gli arti, causato dai disturbi delle circolazione.
Si cura per mezzo di erbe che tendono a regolare il flusso del sangue.
Dal prezzemolo si ricava un benefico decotto facendo bollire 60 gr di pianta in 100 ml d'aacqua.
Con l'angelica si prepara un ottimo tè salutare.
Giova inoltre l'infuso nelle seguenti dosi: 10 gr di radice di tormentilla, 10 gr di fiori di biancospino, 10 gr di prezzemolo, 5 gr di foglie di salvia, 5 gr di timo. Lasciare riposare il tutto per mezz'ora in un litro di acqua bollente; la dose è di 3 tazzine al giorno.

EFELIDI


Le efelidi, dette anche lentiggini, sono piccole macchie brune diffuse sul viso, sul collo e sugli avambracci. Sono tipiche delle persone con carnagione chiara e con capelli biondi o rossi e sono dovute ad un accumulo di pigmento.
Le efelidi si accentuano con l'esposizione al vento e al sole.
In genere scompaiono con l'età avanzata.
Non si tratta di una vera e propria malattia, ma spesso vengono considerate un difetto estetico del viso.
Con il limone e con il mandorlo si possono comunque preparare delle pomate che ne attenuano il colore.
Le pomate si distinguono dalle creme poiché per la loro preparazione non viene utilizzata l’acqua. Per questo motivo non viene usato l’emulsionante. Le pomate non hanno effetto idratante, ma curativo e lenitivo. Sono a base di cera d’api e burro cacao che dà loro consistenza e olio che contiene le sostanze attive. Al posto dell’estratto d’ olio, si possono anche usare poche gocce di olio essenziale. Poiché la fabbricazione delle pomate è piuttosto semplice, esse possono essere prodotte anche all’interno delle mura domestiche come base per cosmetici. Conservate in vasetti chiusi, hanno una durata di oltre un anno poiché prive di acqua. Si consiglia di tenere i vasetti in frigorifero.

Pomata al limone
Ingredienti (dosi per ca. 10 vasetti da 30 ml.)
- 225 ml. di olio d’oliva
- 40 g. di burro cacao
- 40 g. di cera d’api
- 4 ml. di olio di germe di grano
- 11 ml. di olio essenziale di arancio amaro
- 19 ml. di olio limone
L’olio d’oliva, l’olio d’iperico, il burro cacao, la cera d’api e l’olio di germe di grano sono gli elementi base per la pomata. A questi ingredienti, sciolti a bassa temperatura (meglio se a bagnomaria) e mescolati accuratamente, si aggiungono gli oli essenziali. La pomata così ottenuta, viene messa in vasetti ben chiusi.

KIWI


Actinidia chinensis

Il kiwi, da noi raro fino ad alcuni anni fa, ormai è un frutto abituale delle nostre tavole. Originario della Nuova Zelanda coltivato anche in Italia, è apprezzato per il suo sapore, gradevolmente asprigno, ma soprattutto per l'alto valore vitaminico; contiene infatti circa il doppio della vitamina C rispetto alle arance (dai 150 ai 300 mg per 100 gr di succo).

Può essere utilizzato per macedonie, per decorare gelati, nei frullati, nei cocktails di frutta. Il succo chiaro, dissetante e rinfrescante.

FICO D'INDIA


Opuntia ficus-indica

In certe regioni del sud Italia questo frutto si trova allo stato naturale in abbondante quantità. È ricco di vitamina C, di mucillaggini, e ha la proprietà diuretiche e rinfrescanti. L'unico inconveniente è rappresentato dai numerosissimi aculei invisibili (che, una volta nel nostro corpo, possono generare infezioni), che però si possono rendere innocui tagliando il frutto con le mani immerse nell'acqua, dove gli stessi perdono rigidità diventando del tutto inoffensivi.

Il succo di fico risulterà un po' torbido e lievemente amarognolo per la presenza dei piccoli semi contenuti nella polpa; si potrà comunque combinarlo con succhi più dolci.

FICO


Ficus carica

Come nel caso della fragola il fico non è propriamente un frutto, ma un ricettacolo carnoso, ove sono sparsi dei piccoli semi.

Le virtù del fico sono molte: regola le attività intestinali, è energetico(contiene circa il 18% di glucidi) ed è perciò consigliato ai bambini, ai convalescenti e agli sportivi, tonificante e depurativo. Il suo succo, molto dolce, può essere mescolato ad altri succhi dal sapore meno intenso.

Ottima combinazione è quella con il succo di pera.
È inoltre ricco di minerali e tra le vitamine sono presenti in discreta quantità la C, la B1, la B2 e la PP.

DATTERO


Phoenix dactylifera

Il dattero che conosciamo è quello che mangiamo nel periodo natalizio, parzialmente essiccato e ricoperto da un leggero strato di sciroppo di zucchero. Il dattero al naturale, da noi meno ricercato, è però quello che esplica i maggiori principi attivi, che non vengono distrutti con la conservazione. Contiene moltissimo calcio, vitamina A (indispensabile per fissare il calcio), fosforo e magnesio.
È un ottimo calcificante, indicato per le persone anziane e per i bambini; per la presenza di fosforo poi è consigliato alle persone soggette ad affaticamento mentale: ha inoltre virtù toniche, antianemiche ed energetiche.

giovedì 17 dicembre 2009

MOSTARDA DI FRUTTA ALLA SENAPE


OCCORRENTE

- Frutta mista a piacere (pere, mele, ciliegie, susine, albicocche, pesche, meloni fichi, ecc.)
- senape in polvere oppure olio essenziale di senape
- succo e scorza di limone
- scorzette d'arancia
- miele
- cannella in polvere oppure olio essenziale di cannella
- vino bianco secco
- pepe in grani

PREPARAZIONE

Lasciate interi i frutti più piccoli, liberate da semi e torsoli le mele e le pere e tagliate in quarti le qualità di frutta più grosse. Versate in una larga pentola abbondante acqua, aggiungetevi il succo di un limone per ogni chilo di frutta, qualche scorzetta dei due agrumi e collocatevi dentro la frutta intera. Fate bollire per cinque minuti, poi aggiungete la frutta a pezzi unendo prima quella che richiede una più lunga bollitura. Quando la frutta comincia a diventare tenera, toglietela dal fuoco e scolatela dallo sciroppo di cottura con un mestolo forato. Stendetela sul tavolo, lasciatela asciugare all'aria, poi disponetela nei vasi. Intanto mettete al fuoco il miele (tre etti per ogni chilo di frutta) con 1/2 litro di vino e fate bollire lo sciroppo fino a quando risulterà denso. Aggiungetevi 10 gr di senape (sempre per ogni chilo di frutta), un pizzico di pepe appena macinato e di cannella e versate lo sciroppo sulla frutta.

PERCHÈ I GRISSINI PRENDONO FUOCO


Tutti gli alimenti, tranne quelli inorganici come l'acqua e il sale, "bruciano": nel senso che, dopo essere stati introdotti nell'organismo, subiscono varie reazioni chimiche i cui prodotti finali sono energia (le calorie), anidride carbonica, acqua e altri composti minori. Ma in determinate condizioni i cibi possono bruciare anche generando una fiamma. La facilità con cui un alimento prende fuoco dipende dalla sua composizione e dalla forma. Un grissino brucia più facilmente di altri alimenti simili, tipo il pane, perchè ha la struttura allungata che facilita il contatto con l'ossigeno. E, rispetto al pane, i grissini bruciano più facilmente perchè sono secchi (contengono solo l'8% di acqua contro il 30% del pane) e perchè sono ricchi di combustibile, l'olio.

Viceversa, gli alimenti conteneti più acqua e meno grassi, pur essendo anch'essi combustibili, prendono fuoco con meno facilità. Sulla griglia una bistecca brucia con difficoltà, mentre le costine di maiale (piccole, allungate e molto grasse) prendono fuoco in un lampo. E far bruciare melanzane e zucchine (costituite quasi totalmente da acqua e senza grasso) è un'impresa.

mercoledì 16 dicembre 2009

MARMELLATA DI ARANCE


Tempo di preparazione 2 ore circa.

OCCORRENTE:

- 2 kg di arance succose e non trattate con il difenile
- 1,500 kg di zucchero
- 1 limone

PREPARAZIONE:

Togliete alle arance e al limone la parte superficiale della buccia e tagliatela a fettine sottili. Eliminate poi dagli agrumi la parte bianca della buccia perchè amara e mettete a nudo la polpa. Tagliate quest'ultima a fettine ed eliminate tuti i semi.
Versate la polpa degli agrumi e la buccia in una casseruola, aggiungete abbondante acqua (circa un litro) e mettete al fuoco. Fate bollire il tutto per circa un'ora a fuoco basso e mescolando in continuazione. La polpa si dovrà ridurre di circa la metà. Aggiungete quindi lo zucchero, rimescolate e lasciate cuocere fino a quando vedrete che il composto sarà divenuto ben denso (il tempo di cottura si aggirerà sui 20 o 30 minuti).
Togliete la marmellata dal fuoco, lasciatela raffreddare un poco, poi invasatela.
Lasciate raffreddare completamente, chiudete ermeticamente i vasi e conservateli in luogo fresco e asciutto.

ABBRONZATURA ARTIFICIALE


PRECAUZIONI E CAUTELE

6 Regole da seguire per non correre rischi

1 - Non devono sottoporsi a lampade abbronzanti: minorenni, donne in stato di gravidanza, persone di pelle chiara (fototipi I e II), chi ha un elevato numero di nei (soprattutto se irregolari), chi ha sofferto di frequenti scottature solari durante l'infanzia, che ha lesioni cutanee maligne o pre-maligne, chi ha familiarità per il melanoma.

2 - Evitate di sottoporvi alla lampada abbronzante se nella stessa giornata vi siete esposti al sole. Secondo le raccomandazioni dell'Organizzazione mondiale della sanità, l'esposizione alle lampade UV devono essere limitate a due sedute alla settimana, distanziate di almeno 48 ore l'una dall'altra. Comunque, non bisogna mai superare le 30 annuali.

3 - Se state prendendo dei farmaci, consultate il medico curante prima di andare in un centro abbronzante.

4 - Usate, senza alcuna eccezione, gli appositi occhiali protettivi durante l'esposizione agli UV. Non basta chiudere gli occhi.

5 - Quando vi sottoponete alla lampada, ricordate di non utilizzare alcun cosmetico (trucco, creme, profumo, deodoranti...) e di rimuovere le tracce dei cosmetici usati in precedenza.

6 - Andate solo in centri abbronzanti che si dimostarno attenti alle esigenze della vostra pelle, vi consigliano sui tempi e dosi, hanno una scheda personale con un numero delle vostre sedute. E dove, naturalmente, sono attente alla pulizia e all'igiene.

CACHI, MINIERA DI VITAMINE


Belli, rotondi, dolcissimi. Sulle nostre tavole da ottobre a gennaio fanno la loro comparsa i cachi (chiamati anche kaki o loti o diosperi in Toscana).

Si tratta di una bacca, dalla buccia e polpa color arancio, che può avere forma e grandezza diverse a seconda della varietà. È sempre una vera e propria miniera di vitamine, in particolare della A e della C.

Con un solo caco si assume più del 50% dell'apporto giornaliero raccomandato delle due vitamine. È anche una buona fonte di fibra: ogni frutto apporta il 13% della quantità quotidiana consigliata.

Ma attenzione a non esagerare con i consumi, perchè il cachi è piuttosto calorico: un frutto di 150 grammi apporta circa 100 calorie, contro le 70 di una mela e le 50 di un'arancia. L'alto contenuto energetico dipende dalla prrsenza degli zuccheri: il 16% l'equivalente di 5 cucchiaini, per un cachi.

Per gustarlo al meglio, il consiglio è quello di consumarlo solo a piena maturazione, altrimenti "allappa", cioè da al palato una sgradevole sensazione di ruvidezza. Per accellerare la maturazione si può chiuderlo in un sacchetto di carta con frutta che produce etilene, come mele, banane o pere.

martedì 15 dicembre 2009

SCUOLA: COSA DEVE ESSERCI NEL MENÙ


CHE COSA SERVE AI BAMBINI: MENÙ IDEALE

Ecco le porzioni consigliate per ciascun alimento all'interno di un menù settimanale.

* PRIMI PIATTI
Da 2 a 4 volte ala settimana.

* PRIMO PIATTO IN BRODO A BASE DI VERDURE
Da 1 a 2 volte alla settimana

* PIATTO UNICO
Da 1 a 2 volte alla settimana
(per esempio: lasagne, brasato con polenta, pizza, tortino di verdure e così via)

* CARNE
Da 1 a 2 volte alla settimana

* PESCE
Da 1 a 2 volte alla settimana

* UOVA
Da 1 a 2 volte alla settimana

* SALUMI
Da 1 volta ogni 2 settimane a 1 volta alla settimana

* FORMAGGIO
da 1 volta ogni 2 settimane a 1 volta alla settimana

* LEGUMI
Da 1 a 2 volte alla settimana

* VERDURE
3 o più volte alla settimana

* PATATE
Da 1 a 2 volte alla settimana

* FRITTI
1 volta ogni 2 settimane

* FRUTTA
4 o più volte alla settimana

* DESSERT
1 volta ogni 2 settimane

PRODOTTI ERBORISTICI: CONTA TANTO IL RITO DELLA PREPARAZIONE


Tisane e infusi a base di erbe sono tradizionalmente impiegati per la loro prorpietà di rilassare e favorire il sonno. Vanno bene per forma di insonnia leggere.

- MELISSA, FIORI D'ARANCIO, TIGLIO, PASSIFLORA

Sono alcune delle erbe a cui la tradizone erboristica riconosce proprietà calmanti. Purtroppo non ci sono studi clinici che ne abbiano provato la valenza sedativa. Non ci sono motivi per sconsigliarne l'utilizzo: bere una bevanda calda sicuramente tranquillizza, dal momento che l'elemento più efficace sta nel rituale della preparazione.

L'Italia è l'unico paese in cui la camomilla viene utilizzata per conciliare il sonno. Si tratta in realtà di un erba che facilita la digestione, cosa che ha i suoi effetti su un buon riposo. Ricordate che naturale non vuol dire privo di rischi, cercate di non eccedere nell'uso.

- VALERIANA

È un'erba usata fin dall'antichità per le sue proprietà sedanti, disponibile in capsule o tintura madre. Alcuni studi clinici -metodologicamente molto deboli- hanno cercato di dimostrare l'efficacia. I risultati delle ricerche non sono univoci. Questo non significa che dobbiamo rinunciare ad un rimedio, che in alcuni casi può costituire una valida alternativa ai farmaci, ma non li può sostituire completamente.

ESSENZE ARTIFICIALI DI FRUTTI


Anche la composizione di certe essenze artificiali di frutti, impiegate in profumeria e in confetteria, può essere interessante.

Ecco alcune formule:

- Essenza di ananas

una parte di formaldeide, 1 di cloroformio, 10 di etere amilbutirrico, 5 di etere butirrico, 3 di glicerina.

- Essenza di ciliegia

una parte di acido benzoico, 5 di etere acetico, 5 di etere benzoico, 5 di etere enantico, 3 di glicerina.

- Essenza di fragola

cinque parti di etere acetico, 3 di etere amilacetico, 2 di etere amilbutirrico, 5 di etere butirrico, 1 di etere formico, 1 di etere formico, 1 di etere metilsalicilico, 1 di etere nitroso, 2 di glicerina.

- Essenza di cognac

si ottiene eterificando gli acidi grassi volatili provenienti dalla saponificazione delle materie grasse.

lunedì 14 dicembre 2009

MEGLIO PREVENIRE SENZA FARMACI


La prima regola per la salute è cercare di mettere in partica alcuni buoni consigli, che possono aiutarci ad evitare problemi di tipo cardiovascolare (e non solo, visto che prevengono molte forme tumorali di diabete).

1 - SMETTERE DI FUMARE

Il fumo è considerato uno dei principali fattori di rischio. A parità di condizioni, raddoppia la possibilità di infarto.

2 - PERDERE PESO

in eccesso. Il modo migliore è riequilibrare la propria alimentazione e fare un po' di attività fisica,iniziando gradualmente.

3 - SEGUIRE UNA DIETA

povera di grassi saturi e colesterolo (ridurre la carne, specie se rossa, i salumi e i formaggi, eliminare i fritti e i condimenti a base di grasso animale).

4 - RIDURRE IL CONSUMO DI ALCOOL

Non bere più di un bicchiere-un bicchiere e mezzo di vino a pasto, ridurre al minimo i superalcolici.

5 - RIDURRRE IL CONTENUTO DI SALE

nella propria alimentazione. Questo significa minimizzare il ricorso a piatti pronti, che ne sono ricchi.

6 - PRATICARE UN'ATTIVITÀ FISICA

regolare per almeno 30 minuti al giorno: consigliata per esempio la camminata a passo svelto o il nuoto.

ALBUMINURIA


È un disturbo piuttosto frequente, che si riscontra come sintomo e conseguenza di parecchie affezioni, anche gravi e che si manifesta con presenza di albumina nelle urine. In sè è malanno di lieve entità, curabilissimo con i vecchi rimedi e con una dieta appropriata.
Si accompagna sempre alle malattie renali e frequentemente durante la gravidanza, ma può semplicemente dipendere da un colpo di freddo o da uno choc nervoso. In questi casi le nostre nonne guarivano l'albuminuria rapidamente, facendo ingoiare al paziente, ogni mattina, un cucchiaino da caffè d'argilla in mezzo bicchiere d'acqua. Se si manifestavano anche dolori ai reni, si applicavano sulla parte dei cataplasmi, sempre d'argilla, freddi, fino a quando scomparivano.
Tuttavia non sempre l'argilla è a portata di mano e non tutti possono digerirla facilmente. Si ricorre allora alle tisane.
Eccellente quella, specifica per tale malattia, di gambi di ciliege, ottenuta facendo bollire in 1 litro d'acqua per 5 minuti 50 gr di gambi. Trascoerso il tempo di bollitura, si lasciano in infusione i gambi per un quarto d'ora circa, poi si passa la tisana al colino. La dose è di un paio di tazze al giorno, fredda.
Se la stagione non è adatta, si ricorre ad un'altra tisana: quella di barbe di mais (50 gr), preparata esattamente come la precedente. Questo rimedio però, essendo più blando, deve essere preso in dosi maggiori. Praticamente, più se ne beve durante la giornata più la cura risulterà efficace e la guarigione rapida.
Anche l'orto offre un rimedio eccellente contro l'albuminuria: i fagioli e, più precisamente, il baccello dei fagioli.
Si prendono 100 gr circa di baccelli e si fanno seccare al sole o nel forno; si sminuzzano poi il più finemente possibile e si fanno bolire in 1 litro e mezzo d'acqua finchè, evaporando, il liquido si riduca alla metà. Si raccomanda di consumare la tisana, tiepida, entro un paio di giorni, bevendola tra un pasto e l'altro.
Questa ricetta, tuttora in uso, sembra risalga a Caterina de' Medici, regina di Francia, la quale,sofferente di albuminuria, la ebbe nientemeno che dal grande Nostradamus! E non è difficile che allo stesso sapiente personaggio si debba la cura a base di cenere che guariva tale disturbo e che si preparava semplicemente facendo sciogliere 150 gr di cenere in 1 litro di buon vino. Due bicchieri al giorno garantivano la guarigione.

domenica 13 dicembre 2009

SALVIETTE STRUCCANTI


Attenzione ai prodotti cosmetici che contengono un conservante, lo iodo propinilbutilcarbammato(o IPBC). Questo ingrediente, infatti, ha una potenziale azione irritante e allergizzante, soprattutto quando resta a lungo a contatto con la pelle, come nel caso delle salviette struccanti. A causa del suo uso diffuso nei cosmetici (anche in shampo, borotalco e trucchi) stanno emergendo alcuni casi di dermatite allergica da contatto e il fenomeno è in aumento, sebbene la Direttiva europea sui cosmetici ne permetta una quantità molto modesta. Consigliamo di evitare qualunque cosmetico senza risciacquo contenete IPBC, come appunto le salviette struccanti. Rassicuriamo invece le mamme, nelle salviette detergenti destinate ai bambini questo ingrediente non è presente, perchè vietato.

UNA POMATA PENOSA


Sognare l'erezione perfetta costa caro: ben 40 euro per poche applicazioni. E resta una chimera, soprattutto per chi soffre di un reale problema di salute legato a questa sfera della sessualità. Stimoxina, questo il nome del preparato, è un dispositivo medico molto pubblicizzato sui quotidiani nazionali. Non fatevi ingannare dall'aspetto autorevole della confezione e dal richiamo a "sperimentazioni di successo" nella sua presentazione: non è un farmaco e non può quindi vantare alcuna prorpietà terapeutica. Nonostante i ben studiati giri di parole, si capisce che questo preparato non fa altro che aiutare l'erezione fisiologica nelle persone sane. Perchè per usarlo bisogna massaggiare i genitali.E si sa quanto ciò sia terapeutico....

(Test salute n.78-2009)

FARMACI EQUIVALENTI: IL 100% È OK


I farmaci equivalenti (o generici, se preferite) funzionano come quelli di marca. Eppure i medici continuano a non esser convinti. Forse anche perchè le maggiori case farmaceutiche insistono sulle presunte differenze, per promuovere medicinali griffati.

Sono queste le due conclusioni di uno studio che ha esaminato una enorme mole di dati: da una parte tutte le ricerche pubblicate tra il 1984 e il 2008 relative a farmaci per disturbi cardiovascolari prescritti nelle due forme(equivalenti e di marca); dall'altra 43 editoriali di riviste mediche, che discutevano sull'intercambiabilità tra farmaci di marca e generici in ambito cardiovascolare.

Dagli studi risulta che tra i farmaci griffati ed equivalenti c'è una parità di effetti clinici praticamente nel 100% dei casi. E che quindi i medici e i pazienti dovrebbero utilizzarli in totale tranquillità.

Mentre dagli editoriali risulta che almeno metà degli autori esprimono dubbi sulla bontà dei farmaci equivalenti e sull'opportunità di usarli in sostituzione. Il pregiudizio è duro a morire.

SE I PICCOLI HANNO IL RAFFREDDORE


Il modo più sicuro ed efficace per curare nei bambini il raffreddore è quello di far bere loro molti liquidi, umidificare la casa e tenere pulite le narici con la soluzione fisiologica.

Negli Usa, l'associazione che rappresenta la maggior parte dei produttori di farmaci da banco per tosse e raffreddore ha deciso volontariamente di inserire nel foglietto illustrativo la dicitura "non usare nei bambini sotto i 4 anni di età", alzando di due anni il limite precedente .Questa decisione è stata presa per prevenire l'uso errato e per informare meglio i consumatori circa l'uso sicuro di questi prodotti nei bambini. I quali, lo ricordiamo, non dovrebbero assumere nessun farmaco, neanche da banco, senza il parere preventivo del pediatra.