"... Nessuno può rivelarvi alcunché se non ciò che già giace semi-addormentato nell'albeggiare della vostra conoscenza. L'insegnante che cammina all'ombra del tempio, tra i suoi seguaci, non dà la sua saggezza ma piuttosto la sua fede e il suo amore. S'egli è davvero saggio non vi offre di entrare nella casa della sua saggezza, ma vi conduce piuttosto alla soglia della vostra stessa mente...

(Khalil Gibran)

mercoledì 1 luglio 2009

I SPEAK ITALIANO


Lo aspettavano tutti e finalmente è arrivato. Stiamo parlando del nuovo regolamento europeo sulle norme di commercializzazione dell'olio di oliva(Reg.Ce n.182/2009) che dalla sua entrata in vigore, il primo luglio 2009, rende obbligatoria l'indicazione dell'origine dell'olio di oliva.
Gli oli provenienti da un solo paese porteranno il nome dello Stato membro o del Paese terzo o della Comunità, mentre le miscele saranno etichettate come "miscela di oli d'oliva di provenienza comunitaria" o "non comunitaria" o ancora "di provenienza comunitaria e non". Certamente l'indicazione "origine comunitaria" è alquanto generica e ci fornisce un'indicazione troppo vaga, ma il regolamento ha il pregio di fissare una regola precisa riguardo all'origine, quindi porre dei limiti alle indicazioni ingannevoli. Fino ad oggi, infatti, alcuni produttori giocavano sulla provenienza, per esempio indicando in etichetta la zona di produzione che nulla diceva però sull'origine delle olive. Adesso invece l'origine deve indicare anche la provenienza della materia prima. Restano in vigore le regole riguardanti le denominazioni protette; indicazioni di origine regionale come "olio toscano" sono consentite solo per Dop e Igp(indicazioni di origine protetta).

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