"... Nessuno può rivelarvi alcunché se non ciò che già giace semi-addormentato nell'albeggiare della vostra conoscenza. L'insegnante che cammina all'ombra del tempio, tra i suoi seguaci, non dà la sua saggezza ma piuttosto la sua fede e il suo amore. S'egli è davvero saggio non vi offre di entrare nella casa della sua saggezza, ma vi conduce piuttosto alla soglia della vostra stessa mente...

(Khalil Gibran)

lunedì 15 febbraio 2010

INSALATA (superstizioni)


Oltre ad avere la sua notevole importanza nella realtà, per l'enorme apporto di vitamine, l'insalata è degna di attenzione anche nel sogno. Se ci capita di vedere un bel piatto di insalata nel sogno, indica ottima salute; se siamo intenti a gustarla, predice una malattia imminente; se, invece, si tratta di radicchio o cicoria, verdure amarostiche, il sogno predice problemi nel lavoro e prossime sofferenze.

venerdì 12 febbraio 2010

PRUNUS (Susino)


Prunus domestica L.

Rosacea originaria dell'Asia occidentale e dell'Europa sud occdentale, molto coltivata come pianta fruttifera.

LA PIANTA
È un piccolo albero, con foglie ellittiche larghe (i vecchi susini o prugni europei) o allungate e quasi lanceolate (quasi tuti i susini americani e giapponesi), fiori bianchi, fittissimi sui rami, con peduncoli generalmente uniti alla base a coppie. Il frutto varia di dimensioni, forma ecc. secondo le razze; in alcune è più succoso, più o meno profumato, in altre più sodo, più ricco di zuchero.
Per lo più non si fa differenza fra susino e prugno; invece certi autori, specialmente americani, chiamano prugni solo quei susini il cui frutto può essere seccato al sole senza alterarsi (quindi certe susine, specialmente americane, come Burbank e altre, non sarebbero prugne; del resto, anche nel linguaggio comune diciamo susine Burbank e prugne secche).

La polpa di prugne si può usare come blando purgante, invece del tamarindo. Nella F.U. è iscritta anche la conserva di prugne (polpa con aggiunto il 10% di zucchero).

mercoledì 10 febbraio 2010

POLIGALA AMARA


Polygala amara L.

Poligalacea dell'Europa; si trova in Italia nei prati umidi delle Alpi e dell'Appennino settentrionale, molto meno frequente della Polygala vulgaris.

LA PIANTA

Somiglia alla poligala volgare dalla quale differisce per le dimensioni minori (altezza massima un palmo), per le foglie della base, obovate, più grandi delle superiori e disposte a rosetta, per i fiori più piccoli (non raggiungono il mezzo cm. di lunghezza) per le ali generalmente azzurre (ma anche bianche o rosee) i cui nervi, poco ramificati, non formano mai il reticolo che si vede nella vulgaris. Il sapore è amaro.

LA DROGA

Si usa, come amaro, l'erba intera, comprende le radici, che sono molto più piccole di quelle della vulgaris.
Contiene un principio amaro, una saponina ecc.
È poco richiesta. Non l'ho ancora vista autentica in commercio.
I campioni di "poligala amara radice" che ho esaminati, erano di P.vulgaris; i campioni e anche qualche discreta partita di "poligala amara erba" erano pure di P.vulgaris; una partita era tutta fumaria.

PER UNA CASA A PROVA DI CADUTA


Ecco alcuni accorgimenti in casa per diminuire i rischi di caduta e rendere più facili e sicuri i movimenti.

1- Illuminare bene ogni locale dell'abitazione: attenzione a ricordarvi anche i corridoi, scale e pianerottoli.

2- Prevedere le "luci di notte" da inserire nelle prese di corrente per avere stanza da letto, corridoi e bagnoilluminati.

3- Tenere le torce a portata di mano per trovare subito in caso di black out elettrico.

4- Mettere tappeti di gomma antiscivolo nella vasca da bagno.

5- Eliminare gli oggetti non indispensabili nelle zone di passaggio, ad esempio attaccapanni o oggetti decorativi.

6- Non camminare mai su pavimenti bagnati.

7- In casa indossare pantofole chiuse con suola di gomma antiscivolo; evitare invece le ciabatte.

8- Nella stanza da bagno installare sostegni che facilitano la possibilità di rialzarsi dal water o dalla vasca da bagno.

9- Eliminare le irregolarità sui pavimenti. Se vi sono cavi o fili che corrono, sigillarli bene o eliminarli.

10- Attenzione ai tappetti: si possono sigillare le estremità con la carta adesiva oppure semplicemente toglierli.

11- Fare sistemare in posizione sicure e facili da raggiungere utensili e oggetti di uso quotidiano.

12- Se in casa ci sono scale,fare installare corrimano lungo i muri, di colore bene visibile e di facile presa.

martedì 9 febbraio 2010

ORDINE GINANDRE


COMPRENDE UNA SOLA FAMIGLIA

Le ORCHIDACEE hanno fiori zigomorfi, con perianzio di due verticilli, generalmente diversi; uno dei tepali del verticillo interno è più grande degli altri (labello); un solo stame fertile (raramente due), saldato con lo stimma (onde il nome ginandre, dal greco ghyné donna e andres, uomini); ovario infero di tre carpelli; frutto a capsula.
Molte orchidee si coltivano nelle serre come piante ornamentali; interessano l'erboristeria la vaniglia, originaria dell'America e coltivata anche in altri paesi caldi per i frutti; certe specie anche nostrane, danno il salep (è una farina, anticamente considerata un ricostituente o un medicinale, ed utilizzata ancora oggi in Turchia per la produzione di bevande e gelati da passeggio); il rizoma di Cypripedium (o Cypripelidum) pubescens Willd., nordamericano, affine alla nostra scarpetta di Venere, si usa come stimolante, antispasmodico, contro l'epilessia ecc.

FAVA DEL CALABAR


Physostigma venenosum Balf.

Leguminosa Papilionata dell'Africa occidentale(Golfo di Guinea)

VELENOSA!

LA PIANTA
È un arbusto volubile, che può arrampicarsi fino ad una quindicina di metri. Le foglie sono composte di tre foglioline ovali, grandi, glabre, munite di stipelle. I fiori sono in racemi: hanno il calice a brevi denti, la corolla rosso-viola, lunga, con la carena a spirale, gli stami diadelfi, l'ovario con stimma a capocchia. Il legume è lungo 12-18 cm, assottigliato alle due estremità: contiene 2 o 3 semi.

LA DROGA
Il seme è lungo quasi 3 cm, largo 15-20 mm, grosso 1 cm circa.
È di colore bruno scuro, quasi nero, lucido, finemente granuloso, un po' incurvato, con un largo solco lungo tutto il margine convesso. Ad una estremità di questo solco è il micropilo. Il fondo del solco è percorso da una cresta poco sporgente (rafe).
Il tegumento è molto grosso, specialmente ai margini del solco, e duro. I cotiledoni sono concavi, e lasciano fra di loro un largo spazio. Contiene un alcaloide (fisostigmina o eserina) che ha azione opposta a quella dell'atropina.
Si usa specialmente in veterinaria per aumentare la secrezione della saliva, la motilità dell'intestino ecc. La richiesta è debole.

lunedì 8 febbraio 2010

FAVA TONCA


Coumarouna odorata Aubl., (Dipteryx odorata Willd.)

Leguminosa Papilionata del Brasile settentrionale, coltivata nel Venezuela ecc.
LA PIANTA
È un albero con foglie a 4-6 foglioline grandi, ellittiche, fiori violetti e frutti con un solo seme, a drupa, lunghi 5-7 cm (somiglianti a susine oblique).

LA DROGA
I semi, dopo l'essiccamento, sono generalmente tenuti per 24 ore nel rum e di nuovo essiccati. Sono lunghi 3-4 cm (da 2 a 5), larghi circa un cm, un po' schiacciati, nerastri, a superficie raggrinzita in larghe creste e infossature, spesso ricoperta da minuscoli cristallini (i quali possono trovarsi anche fra il tegumento del seme e i cotiledoni).
Il seme si rompe facilmente: i cotiledoni sono di colore giallo bruno, fino a castagno. Le foglie della pinnetta sono pennate.
L'odore intenso molto gradevole ricorda la vaniglia e il fieno di prato; il sapore è amarognolo, pungente, molto aromatico.
Contiene cumarina, olio, ecc. Si è usata anche in medicina (come le droghe nostrane contenenti cumarina: meliloto, asperula, bocca di lupo) come sedativo.
Attualmente si usa quasi solo in profumeria e in liquoreria. La richiesta è notevole.

venerdì 5 febbraio 2010

FAVA DI SANT'IGNAZIO


Strychnos Ignatii Bergius,e altre specie (specialmente S.multiflora Bent.), Loganiacee dell'Asia.

VELENOSE!

LA PIANTA

Strychnos Ignatii, dalle Filippine, è un arbusto molto ramoso, rampicante per mezzo di viticci uncinati all'apice.
Le foglie sono ovali o ellittiche, lunghe da 12 a 25 cm, con 3-5 grandi nervi longitudinali. I fiori sono piccoli, in piccoli corimbi ascellari: la corolla è verdognola, con peli bianchi all'interno. Il frutto è una bacca sferica o ovoide, grossa 10-12 cm, gialla (ricorda una grossa arancia), con epicarpo duro e polpa gialla che contiene numerosi (20-40) semi coperti di peli lucidi, di colore bianco-sporco.

LA DROGA
È data dai semi, lunghi 2-3 cm, grossi 1-2, di forma ovoide o quasi cilindrica, ma molto deformati e qua e là appiattiti per la compressione reciproca.
I peli che si trovano nel seme fresco mancano nella droga, che è di colore bruno-grigiastro, opaca. Ad una delle due estremità si trova una sporgenza che corrisponde al micropilo e alla radichetta.
È durissima da rompere, cornea. La sezione è bruna, semitrasparente. L'embrione è più allungato che quello della nove vomica.
È inodora, amarissima.
Come la nove vomica contiene in media il 2,5 % di alcaloidi: stricnina e brucina; ma la stricnina è in quantità un po' maggiore che la brucina, quindi la fava di Sant'Ignazio è più attiva e più velenosa che la noce vomica.

giovedì 4 febbraio 2010

ORDINE GUTTIFERALI


Piante generalmente legnose (raramente erbacee) con fiori e corolle pentameri, stami numerosi, spesso saldati alla base in gruppetti; ovario di tre carpetti e generalmente a tre logge. Placentazione marginale.

Le IPERICACEE o GUTTIFERE (alcuni Autori tengono divise le Ipericacee, erbe o suffrutici con fiori ermafroditi e frutto capsulare, dalle Guttifere, alberi con fiori unisessuali e frutto carnoso) hanno il calice generalmente di cinque sepali liberi, corolla di cinque petali, molti stami, per lo più poliadelfi (cioè riuniti alla base in gruppetti), 3-5 carpelli saldati. Il frutto è una cassula o una bacca.

Le IPERICACEE nostrane sono erbe o suffritici; quelle dei paesi caldi sono spesso alberi. Tutte hanno foglie opposte, generalmente senza stipole, e hanno, in tutte le loro parti, ghiandole che secernono sostanze resinose.
Es. iperico.

Incidendo il tronco della Garcinia Handuryi, albero del Siam, di Ceylon ecc., si ha la gommagotta, gommoresina che viene in commercio in cannelli giallo-rossi, grossi 4-5 cm (la forma e le dimensioni sono date dai bicchierini di bambù che si usano per la raccolta). La gommagotta con acqua dà un'emulsione gialla. Si usa in pittura, nell'industria delle vernici; è anche iscritta in alcune farmacopee (si usa come purgante) ma è pochissimo richiesta.

mercoledì 3 febbraio 2010

RAPUNZIA


(Oenothera biennis L.)

DESCRIZIONE

Erba biennale che preferisce le spiagge, gli argini e il greto dei fiumi, ha fiori che si aprono la sera e restano aperti per due notti consecutive. Gli inglesi la chiamano "la stella della sera". Originaria del Nord America, si è diffusa nel Seicento da Padova in tutta Europa. I tedeschi sostengono che la sua radice nutre come la carne.

PARTI DA USARE
Tagliando lo stelo a 20 cm dal fiore inferiore, si raccolgono le sommità fiorite in giugno-luglio.I semi invece a maturità,per ricavarne l'olio.
PROPRIETA' CURATIVE
Antispasmodica, sedativa, antiinfiammatoria. L'olio nella sindrome premestruale, obesità, allergie, asma.
INDICAZIONI
Spasmi dello stomaco e dell'intestino, difficoltà di secrezione dei succhi digestivi e di funzionalità epatica. L'olio giova ia disturbi connessi alla carenza di acidi grassi essenziali e inoltre dolori mestruali, disturbi coronarici, caduta dei capelli, fragilità delle unghie, stanchezza psicofisica, allergie.
MODALITÀ D'USO
Con le sommità fiorite si fa l'infuso, usandone un cucchiaio. Se ne prendono due tazze al giorno. L'olio si prende in corrispondenza dei pasti.

AVVERTENZE

Non possono utilizzare l'olio i sofferenti di epilessia.

CURIOSITÀ

Il genere Oenothera è diventato famoso perchè su di esso il biologo De Vries (1848-1935) incominciò i suoi studi sulle mutazioni. Alcune varietà ornamentali sono conosciute come godezie e sono coltivate nei giardini.

martedì 2 febbraio 2010

ISSOPO


(Hyssopus officinalis L.)

DESCRIZIONE

Pianta aromatica, cresce spontanea nei luoghi sassosi e soleggiati. Era apprezzata -secondo i testi sacri- dal saggio Re Salomone.
È una delle 17 piante del tè svizzero. Il miele ha un gusto più delicato, ma più profumato. Viene coltivato per uso farmaceutico. Non si trova nelle isole.

PARTI DA USARE
Le sommità fiorite si raccolgono in estate. Essiccare all'ombra, conservare in sacchetti di carta.
PROPRIETÀ CURATIVE
I composti terpenici e sesquiterpeni creano azione spasmolitica durante gli eccessi di tosse, con fluidificazione del catarro accumulato nelle vie aeree superiori: esternamente favorisce la cicatrizzazione e la riepitelizzazione cutanea. Può stimolare la secrezione gastrica.

INDICAZIONI
Tosse; per cicatrizzare piaghe e ferite; quando si desideri una stimolazione dei succhi gastrici.
MODALITÀ D'USO
Si prepara un infuso con 1 cucchiaio per tazza, e si bevono 2-3 tazze al giorno. Per uso esterno, si usano 2 cucchiai per tazza e si compiono impacchi, bagni e compresse bagnate sulle parti interessate.

AVVERTENZE
Ai soggetti nervosi mai accedere per via interna; nessuna controindicazione esterna.

LA RICETTA

ALBICOCCHE STUFATE
Snocciolate le albicocche, cuocere a fuoco lento con poco zucchero, aromatizzate con foglie di issopo (attenzione è molto aromatico!). Servite fredde con yogurth. Una variante salata: aggiungere qualche cucchiaio di aceto e sale, serve come salsa di carni di gusto esotico.

BUON COMPLEANNO INDI


Pensa che ti ripensa, mi sembra che il regalo migliore che potrei farti è invitarti a cena da QUE' DU' GRULLI oppure regalarti una cantina dove rimanere anche la notte se lo desideri e soddisfare la tua fame e la tua sete.
TANTI AUGURI DI FELICE COMPLEANNO

lunedì 1 febbraio 2010

FARMACI AI BAMBINI


5 CONSIGLI PER RISCHIARE MENO

1)- La maggior parte dei farmaci usati per curare i piccoli problemi dei bambini (come raffreddori, influenze, diarrea) in realtà non sono necessari. Chiedete al pediatra se la terapia è indispensabile o se esistono metodi alternativi.

2)- Chiedete al medico di mettere per iscritto tutte le istruzioni per l'uso dei farmaci (dosi,modalità,tempi) e leggete le istruzioni in sua presenza, in modo da accertarvi di averle capite.

3)- Tenete tutte le medicine fuori della portata dei bambini, anche quelle che a voi paiono più comuni e innocue.

4)- Non perdete i foglietti illustrativi, ma leggeteli prima di ogni uso; lasciate sempre i farmaci nella loro confezione integra.

5)- Fatevi spiegare dal medico o dal farmacista se la formulazione è pediatrica e come deve essere preparata (se si tratta per esempio di polvere cui dovrete aggiungere acqua) o misurata (fino a qualche tacca del misurino). Fatevi dire anche come deve essere condervato il farmaco (in frigorifero o meno).

6)- IMPORTANTE (lo ricordo ancora) - Chiedete al medico di mettere sempre per iscritto il dosaggio del farmaco e le modalità d'assunzione: quante volte al giorno, per quanti giorni, prima o dopo i pasti.

SALCERELLA


(Lythrum salicaria L.)

DESCRIZIONE

Pianta perenne che si trova in tutti i luoghi nel piano o in collina. Per l'eleganza delle sue scarlatte infiorescenze spiciformi e del suo aspetto è molto utilizzata come pianta da bordura per laghetti e vasche.

PARTI DA USARE
Le sommità fiorite che si raccolgono da giugno a settembre.
PROPRIETÀ CURATIVE
Contiene, oltre a sali organici, la salicarina, acido tannico e carotene, che esplicano un'attività astringente, tonica, antiemorragica e antibatterica.
INDICAZIONI
Esternamente può essere usata per irrigazioni vaginali, come colluttorio e come emostatico. Il decotto concentrato ha ha attività antibatterica in affezioni intestinali (antidiarroica, antidissenterica, antiinfiammatoria).

MODALITÀ D'USO
Si prepara un infuso con 30-60 grammi per litro d'acqua facendo bollire per 15 minuti, colare a caldo attraverso un batuffolo di cotone e lasciar raffreddare. Praticare lavande vaginali in tutte le forme infiammatorie delle vie genitali inferiori.

CURIOSITÀ
Le fogllie disseccate servono per la preparazione di un ottimo thè; i fiori triturati fornivano un innocuo colorante per la pasticceria ed infine le radicic servivano per conciare le pelli.

domenica 31 gennaio 2010

CENTAUREA TAUROMENITANA

(da WIKIPEDIA)

Fiordaliso di Taormina
Centaurea tauromenitana

Classificazione scientifica
Regno:
Plantae
Divisione:
Magnoliophyta
Classe:
Magnoliopsida
Sottoclasse:
Asteridae
Ordine:
Asterales
Famiglia:
Asteraceae
Genere:
Centaurea
Specie:
C. tauromenitana
Nomenclatura binomiale
Centaurea tauromenitanaGuss., 1844

Il fiordaliso di Taormina (Centaurea tauromenitana Guss., 1844) è una pianta appartenente alla famiglia delle Asteraceae, endemica della Sicilia.

MORFOLOGIA


È una pianta perenne, camefita suffruticosa, alta da 40 a 90 cm.I fiori, di colore giallo-zolfo, sono riuniti in grosse infiorescenze a capolino emisferico, del diametro di 20-40 mm (tra le più grandi del genere Centaurea), sostenute da brattee di color ruggine.I frutti sono acheni dotati di un lungo pappo scuro.

DIFFUSIONE E HABITAT


È un endemismo della Sicilia nord-orientale, circoscritto ad un ristretto ambito territoriale nei pressi di Taormina, alle falde dei Monti Peloritani.
Predilige le rupi calcaree in prossimità del mare, ad una altitudine compresa dal livello del mare ai 600 m.

sabato 30 gennaio 2010

PORTULACA OLERACEA


(da Wikipedia)

Regno:
Plantae
Sottoregno:
Tracheobionta
Divisione:
Magnoliophyta
Classe:
Magnoliopsida
Sottoclasse:
Caryophyllidae
Ordine:
Caryophyllales
Famiglia:
Portulacaceae
Genere:
Portulaca
Specie:
Portulaca oleracea

La portulaca (Portulaca oleracea L., Portulacaceae), detta Porcellana comune, è una pianta particolarmente infestante.
È nota nelle diverse regioni con diversa denominazione:
- in italiano come porcellana, procaccia, porcacchia, pucchiacchella o picchiacchella (in alcune zone del Sannio viene chiamata, eufemisticamente, erba vasciulella per evitare il diretto riferimento dialettale al sesso femminile), perchiazza, sportellaccio, andraca; in inglese come purslane, purslave, pursley, pusley;
- in spagnolo e catalano come verdolaga, verdalaga, buglosa, hierba grasa, porcelana, tarfela, peplide' (Spagna), colchón de niño (Salvador), flor de las once (Colombia), flor de un día, lega (Argentina);
- in portoghese e galiziano come beldroega, bredo-femea, baldroaga;
- in basco come ketozki, ketorki, getozca;
- in francese come pourpier, portulache;
- in cinese come Ma-Chi-Xian.

Alla specie Portulaca oleracea L. sono ascrivibili sette subspecie:
subsp. granulatostellulata (Poellnitz) Danin e H.G. Baker;
subsp. nitida Danin e H.G. Baker;
subsp. oleracea;
subsp. papillatostellulata Danin e H.G. Baker;
subsp. sativa (Haw.) Celak.
subsp. stellata Danin e H.G. Baker.
subsp. sylvestris (DC.) Celak


Tra queste la oleracea è la più diffusa. Il nome botanico latino significa 'piccola porta' per il modo con cui si aprono le capsule. Gli Arabi nel Medio Evo l’hanno denominata baqla hamqa, che significa 'pianta pazza' o 'pazzesca' a causa del modo in cui i rami si estendono per terra senza alcun controllo.

ORIGINE E DIFFUSIONE
Di probabili origini asiatiche, nell’antico Egitto era utilizzata come pianta medicinale, mentre era coltivata durante il Medio Evo nei Paesi Arabi e nel Bacino del Mediterraneo, soprattutto in Spagna. In Arabia Saudita, Emirati Arabi e Yemen, sono coltivate correntemente diverse varietà di portulaca della sottospecie sativa. Negli Emirati Arabi la varietà coltivata è reperibile in molti negozi di ortaggi per essere utilizzata come insalata. Nelle regioni dell’Italia meridionale la portulaca, raccolta negli orti come spontanea, veniva venduta alla rinfusa da ambulanti durante gli anni ’50 – ’60.

USI
CULINARIO
Raccolta allo stato spontaneo o talvolta coltivata, viene consumata da tempi remoti nelle regioni mediterranee. Le foglie dal sapore acidulo, crude o cotte, si consumano in insalata; sono utilizzate per preparare minestre saporite e rinfrescanti, si possono conservare sottaceto. Nella cucina napoletana era un tempo raccolta insieme alla rucola da piante che crescevano spontaneamente, e venduta da ortolani ambulanti. Rucola e pucchiacchella erano un binomio quasi inscindibile tra gli ingredienti dell'insalata.

MEDICINALE
Le informazioni qui riportate hanno solo un fine illustrativo: non sono riferibili né a prescrizioni né a consigli medici.

USO INTERNO
Usato per curare dissenteria, enterite acuta, emorroidi ed emorragie post-partum.
USO ESTERNO
Un impacco di foglie è usato in caso di foruncoli, punture d’api ed eczema. Negli ultimi anni sono state scoperte notevoli proprietà nutritive e medicinali: è una delle migliori fonti vegetali dell’acido grasso omega-3 (importanti per la prevenzione di attacchi cardiaci), α-linolenico, possiede un elevato contenuto di proteina cruda e di polisaccaridi idrosolubili, una buona tolleranza alla salinità e una discreta capacità di accumulo di metalli pesanti.

NOMI REGIONALI
Calabria
'Ndraca
Campania
pucchiacchella
Puglia
Brugacchia, m'brucacchia, Pugghiazza (salentino)
Sicilia
Pucciddania

venerdì 29 gennaio 2010

CANAPA ACQUATICA o ERBA DI S.BIBIANA


NOMI POPOLARI E INTERNAZIONALI
Eupatorio, Eupatorio di Avicenna, Erba di S. Bibiana, Erba di S. Cunegonda, Waterhemp, Eupatoire Eupatorii Cannabini herba, Flocks, Floksört, Hampört, Hampflockel, Hemp agrimony, Hjortetrøst, Hjortetrøst, Punalatva, Wasserdost
NOME BOTANICO
Eupatorium cannabinum L.
SINONIMI DEL NOME BOTANICO
Eupatorium trifoliatum Hablizl Ch. L.
FAMIGLIA BOTANICA
Composite / Tubuliflore / Eupatoriee

DESCRIZIONE BOTANICA
PIANTA ERBACEAPIANTA A FUSTO NON LEGNOSO PERENNE
FITOTERAPIA
DROGA UTILIZZATA
PIANTA INTERA
ERBA ALTERNATIVA
MARRUBIO
PRINCIPI ATTIVI
Alcaloidi pirrolozidinici lattoni (eupatorina), eupatoripicrina, benzofurani (euparina), flavonoidi, olio essenziale.
ERBE SINERGICHE
ARTIGLIO DEL DIAVOLO
BARDANA
ELICRISO
EQUISETO
ERIGERON
FUCUS
VIOLA TRICOLORE
TOSSICITÁ ALTA

CONTROINDICAZIONI
A DOSI ELEVATE SI PUÒ AVERE UN´AZIONE EMETICA. PER IL CONTENUTO DI ALCALOIDI EPATOTOSSICI LIMITARE L´UTILIZZO A BREVI PERIODI ED IN SOGGETTI SENZA DANNI EPATICI SOLO SOTTO CONTROLLO MEDICO. EVITARE L´USO INTERNO.

AVVERTENZE
FUNZIONI TERAPEUTICHE INDICATE SOLO PER INFORMAZIONE STORICO-CULTURALE MA NON APPLICABILI NELLA PRATICA FITOTERAPICA.QUESTA PIANTA RIENTRA NELLA LISTA DEL MINISTERO DELLA SALUTE PER L'IMPIEGO NON AMMESSO NEL SETTORE DEGLI INTEGRATORI ALIMENTARI.
QUALITÀ DELL'ATTIVITÀ FITOTERAPICA
NON UTILIZZABILE
ORGANI INTERESSATI DALL'AZIONE FITOTERAPICA
BRONCHI E BRONCHIOLI
CAVO ORO-FARINGEO
CISTIFELLEA E VIE BILIARI
FEGATO
FEGATO E VIE BILIARI
INTESTINO
RENI
SISTEMA ENDOCRINO
SISTEMA IMMUNITARIO
STOMACO
TESSUTO CUTANEO
VIE RESPIRATORIE
VIE URINARIE

PROPRIETÀ:
noo COLAGOGO
noo COLERETICO
noo DEPURATIVO DRENANTE
noo DIGESTIVO EUPEPTICO STOMACHICO
noo DIURETICO
noo EMETICO
noo EPATOPROTETTORE ANTIEPATOTOSSICO DEL FEGATO
noo ESPETTORANTE FLUIDIFICANTE DEL CATARRO MUCOLITICO
noo IMMUNOSTIMOLANTE IMMUNOMODULANTE
noo LASSATIVO O PURGANTE
++ DERMOPURIFICANTE DERMOPROTETTIVO (USO ESTERNO)
INDICAZIONI:
noo CATARRO VIE RESPIRATORIE
noo DISPEPSIA O CATTIVA DIGESTIONE
noo IMMUNODEFICIENZA SECONDARIA O INSUFFICIENZA IMMUNITARIA E MALATTIE AUTOIMMUNI
noo INSUFFICIENZA EPATOBILIARE E INTOSSICAZIONE DEL FEGATO
noo STITICHEZZA O STIPSI
++ DERMATOSI
++ PSORIASI
+ ACNE (DEPURATIVO)
+ FORUNCOLOSI
ESTRATTI:
Canapa acquatica Tisana
La radice è molto più attiva della pianta. Decotto: al 10% per uso esterno Infuso: 1-2 cucchiaini per tazza di acqua bollente per 10 min.
1-3 tazze al giorno
Canapa acquatica Tintura Madre
Preparata dalla pianta intera fresca tit.alcol.65°
XXX gtt 3 volte al giorno

NOTE SCIENTIFICHE, UTILI E VARIE
NOTE DI FITOTERAPIA

La radice è molto più attiva della parte aerea della pianta. Era usata per disturbi digestivi ma è consigliabile evitarne l´uso orale in quanto contiene alcaloidi pirrolizidinici epatotossici.
ANNOTAZIONI
Non confondere con l´Eupatoria (Eupatorium perfoliatum L.). L´azione colagoga è paragonabile a quella del rabarbaro rapontico.

UN'ERBA COME PANACEA

A Roma è conosciuta l’erba di Santa Bibiana e considerata come una sorta di panacea. È detta così perché cresceva in ogni stagione nel giardino attiguo alla chiesa dedicata alla Santa in Via Giolitti, nella zona della stazione ferroviaria. La pianta veniva raccolta, essiccata, triturata e quindi preparata in infuso e bevuta come rimedio a diverse malattie, come influenze, dolori delle ossa e altro. E probabilmente alle caratteristiche della sua erba che si rifanno i patrocini della Santa. Viene il sospetto che l’uso s’inserisca in un’antica tradizione del luogo, l’Esquilino, dove si trova la chiesa, il quale in epoca romana fu per lungo tempo un colle quasi disabitato, finché Mecenate non lo bonificò costruendoci la sua splendida villa e i grandi giardini. Rimase comunque un luogo di cimiteri, dove si lasciavano insepolti i corpi degli schiavi, dei servi, dei poveri e di coloro che avevano subito sentenze capitali, che qui erano eseguite. A dispetto di Mecenate il luogo continuò ad essere battuto di giorno e di notte da maghe, stregoni e fattucchiere per riti e ricerche d’erbe magiche e d’altri ingredienti. Comunque sia l’erba di Santa Bibiana è l’Eupatorium cannabinum, detto anche canapa acquatica (somigliando le sue foglie a quelle della canapa), canapa selvatica, eupatorio di Avicenna, cannavo selvaggio a Napoli, erba della febbre terzana in Veneto. Il nome eupatore le fu posto poiché Mitridate Eupatore (120-63 a. C.), re del Ponto, colui che scoprì il metodo mitridatico, per primo ne indicò gli usi medicinali. È una pianta erbacea perenne, a fusti eretti, angolosi, muniti di foglie divise, simili a quelli della canapa, fiori rosso porporini a corimbo. Il fusto è rossastro, è alta da 60 cm. a un metro e mezzo, fiorisce da luglio a ottobre. Si trova in zone umide, in prati acquosi, lungo i fossati. È stata largamente impiegata nella farmacopea antica fino al recente passato, tanto che in Olanda era la panacea di contadini. La fibra dei fusti veniva impiegata per fare uno spago non troppo robusto. Era inoltre usata per l’idropisia, l’itterizia, come depuratore; se ne ricavava una poltiglia per unguenti capaci di sanare le ferite. Era un medicamento forte, da usarsi con una certa cautela.
Un tempo era detta anche santa fune perché si voleva che dalle sue fibre fossero state fatte le funi impiegate per legare Cristo durante la Passione. Ma la fibra della pianta, poco tenace, non si usava per funi, al più per spaghi.

giovedì 28 gennaio 2010

RUTA


(Ruta graveolens L.)

DESCRIZIONE

Erba perenne sempreverde, cresce dal mare ai colli nei luoghi aridi e sassosi. Tiene lontane le vipere. Da non confondere con l'assenzio.
È anche coltivata in orti e giardini. Ai cavalieri medioevali, la dama somministrava un'infusione (5-7 foglioline, per 10 minuti in un litro d'acqua) e qualsiasi stanchezza -di battaglia, o di viaggio- scompariva.

PARTI DA USARE
Le sommità si raccolgono prima della fioritura, in maggio-agosto. Le foglie vanno fatte essiccare all'ombra.

PROPRIETÀ CURATIVE
Contiene rutina e cumarina, con proprietà aromatizzanti, digestive, capillarotrope, emenagoghe e rubefacenti.

INDICAZIONI
Problemi digestivi e di fermentazione intestinale. Mestruazioni interrotte da diete incongrue e da stress psicofisici. Contro la carie dentaria, va introdotta nel dente.

MODALITÀ D'USO
Si fa l'infuso con 1 cucchiaino scarso per tazza. Se ne bevono 1-2 tazze al giorno.

AVVERTENZE
È una pianta velenosa e pericolosa, non superare mai la dose consigliata; a dosi elevate provoca contrazioni uterine con pericolo d'abiorto e infiammazioni a livello genito-urinario(la dose abortiva è molto vicina alla dose letale).

PERSONALMENTE NON LA VENDO MAI PER USO INTERNO.

CURIOSITÀ

Nell'antica Roma era un condimento molto usato nei banchetti dei patrizi per stuzzicare l'appetito. Aromatizzava anche il vino distribuito alla plebe durante le grandi festività. Nei paesi dell'est europeo dava un po' di sapore al pane grigio e pesante del popolo, e questo uso è continuato fino ai nostri giorni.

mercoledì 27 gennaio 2010

PER NON DIMENTICARE......MAI




C'È UN TEMPO PER TUTTE LE COSE

Un tempo per nascere, un tempo per morire.
Un tempo per piantare, un tempo per sradicare la pianta.
Un tempo per uccidere, un tempo per guarire.
Un tempo per distruggere, un tempo per costruire.

Un tempo per piangere, un tempo per ridere.
Un tempo per gemere, un tempo per ballare.
Un tempo per scagliare pietre, un tempo per raccogliere sassi.
Un tempo per abbracciare, un tempo per separarsi.

Un tempo per cercare, un tempo per perdere.
Un tempo per conservare, un tempo per gettare via.
Un tempo per strappare, un tempo per ricucire.
Un tempo per tacere, un tempo per parlare.

Un tempo per amare, un tempo per odiare.
Un tempo per la guerra, un tempo per la pace.

martedì 26 gennaio 2010

PINO NERO


(Pinus nigra Arnold)

DESCRIZIONE

Albero alto, longevo, corteccia, cenerino scura, foglie aghiformi verde scuro, resistente al vento e alle gelate notturne. Alle conifere oltre la pino appartengono anche abeti e larici, però senza le stesse proprietà medicinali. Le gemme si trovano in vendita anche col nome improrpio di "gemme d'abete".

PARTI DA USARE
Gemme da raccogliere alla fine dell'inverno, allorchè iniziano a rigonfiarsi, ma sono ancora chiuse.
Essiccare in forno tiepido.

PROPRIETÀ CURATIVE
Le funzioni antisettiche, espettoranti, balsamiche, diuretiche si devono a resina e olio etereo.
INDICAZIONI
Infiammazioni acute dei piccoli bronchi, sindromi allergiche, febbrili, cefalgiche, ipotensive. Pelle senescente, opaca e sciupata (uso esterno, bagni).

MODALITÀ D'USO
Un cucchiaio di gemme per tazza d'infuso, 1-2 tazze al giorno.

CURIOSITÀ

Il pino nero cresce sulle colline e montagne mediterraneee,mentre la varietà austriaca sulle Alpi.Il pino nero o laricio si trova sulla Sila,Aspromonte ed Etna.I suoi fusti forniscono legno di ottima qualità per costruzioni navali,traversine ferroviarie,pali,pasta da legno,resine.

OLMARIA


(Spiraea ulmaria L.)

DESCRIZIONE

Pianta molto bella, caratteristica di prati umidi e freschi. Le sue proprietà medicinali sono state accertate nel Rinascimento. Da sempre è invece usata per dare bouquet ai vini.
È detta anche Regina dei prati, per i fiori bianchi.

PARTI DA USARE
Le sommità si recidono alla fioritura, in giugno-agosto; i rizomi si raccolgono in settembre-ottobre. Va usata fresca, o colta da poco ed esssiccata; non conservare lungo. Mai bollire la pianta.

PROPRIETÀ CURATIVE
Diuretiche, antipiretiche, antireumatiche, antigottose, sudorifere e deputative.

INDICAZIONI
Infiammazioni varie, sudorazione abbondante, dolori articolari, gotta, cellulite, reumatismo. Febbre (le radici).

MODALITÀ D'USO
L'infuso si prepara con 1 cucchiaio di sommità per tazza, 2-3 tazze al giorno. Il decotto di radici si fa con 1 cucchiaio da dessert per tazza, 1-2 tazze al giorno.

AVVERTENZE

Per la sua attività energetica, limitare l'uso ai casi di effettiva necessità.

LA RICETTA

VINO DOLCE REGINA DEI PRATI

Mettere alcuni fiori di Olmaria in infusione in una bottiglia di buon vino dolce per circa 30 giorni. Filtrare. Acquisterà un buon profumo di moscato.

lunedì 25 gennaio 2010

PIANTAGGINE


(Plantago major L.)

DESCRIZIONE
Erba infestante, diffusissima nei campi coltivati e nei terreni incolti. Se ne conoscono tre specie, che hanno le medesime proprietà.
È senza fusto, con foglie nascenti dalla radice; i fiori sono in spiga.
È usata per insalate e per nutrire il bestiame.

PARTI DA USARE
Le foglie si raccolgono da maggio ad agosto, i semi a maturità in agosto-ottobre. Essiccare in forno tiepido.

PROPRIETÀ CURATIVE
Rinfrescante, diuretica, emolliente, antiinfiammatoria, blandamente lassativa (principale componente, molto potassio).

INDICAZIONI
Bagni oculari, catapasmi sulle ferite arrossate, infiammazioni della pelle delle mucose, scottature, punture di insetti (le foglie), irregolarità delle funzioni intestinali, infiammazioni del tubo digerente (i semi). Forfora al cuoio capelluto e per la pelle del viso grassa e untuosa (lozioni).

MODALITÀ D'USO
L'infuso per via interna si prepara con 1 cuccchiaio di foglie per tazza, 2 tazze al giorno; per via esterna occorrono 2 cucchiai di foglie per tazza, fare compresse locali 3-4 volte al giorno. Il decotto si prepara con 1 cucchiaio di semi per tazza, 1 tazza alla sera prima di coricarsi.

AVVERTENZE

Attenzione al polline.

LA RICETTA

TORTA ALLE ERBE SELVATICHE

Bollire insieme foglie di piantaggine, borraggine, papavero, soncino, tarassaco, ortica. Fare una pasta povera con farina, poco burro, acqua, foderarne una tortiera, e riempirla con erbe tritate mescolate a ricotta fresca, uova sbattute, parmigiano grattato. Coprire o non con un altro disco di pasta. Cuocere a forno caldo per circa 1 ora.

CAPELVENERE


(Adiantum capillus veneris L.)

DESCRIZIONE
Felce frondosa e perenne, sta in luoghi umidi, come caverne, pozzi e dirupi calcarei con stillicidi.I piccioli delle foglie sono sottili come capelli. Da ciò il nome popolare. Invece quello scientifico viene dal greco adiantos, che n n si bagna; poichè le folgie rimangono asciutte nonostante la rugiada e anche se piove.

PARTI DA USARE
Le fronde si raccolgono in giugno-luglio, recidendole alla base del picciolo. La pianta va usata fresca, perde efficacia se esssiccata.

PROPRIETÀ CURATIVE
L'acido gallico svolge attività antiinfiammatorie, decongestionanti, emollienti, espettoranti.

INDICAZIONI
Malattie da raffreddamento (raffreddore, raucedine, influenza). Costipazione bronchiale. Forfora e secrezione sebacea del cuoio capelluto(lozione esterna).

MODALITÀ D'USO
Si fa il decotto con 1 cucchiaio da dessert per tazza, 1-2 volte al giorno lontano dai pasti. Per uso esterno, utilizzare 2 cucchiai per tazza.

LA RICETTA

SCIROPPO DI CAPELVENERE

Si ottiene aggiungendo 640 grammi di zucchero all'infusione di 340 grammi d'acqua con 20 grammi di Capelvenere.
Agli inizi del 1700, diluito nel tè ed infuso nel latte caldo costituiva la "bavarese", bevanda messa in voga dai principi bavaresi.

ASPHODELUS

(da WIKIPEDIA)

Asphodelus L.,1753 è un genere di piante della famiglia Asphodelaceae che comprende diverse specie erbacee, note genericamente con il nome volgare di asfodelo. Il nome deriva dal greco ἀσφόδελος (asphódelos).
Gli asfodeli amano i prati soleggiati e sono invadenti nei terreni soggetti a pascolo eccessivo, perché le loro foglie appuntite vengono risparmiate dal bestiame.

DESCRIZIONE
Il fogliame dell'asfodelo si presenta sotto forma di una rosetta di grosse foglie radicali, strette e lineari, con l'estremità appuntita.
Dal centro della rosetta emerge uno stelo nudo che porta una spiga di fiori più o meno ramificata secondo le specie. La spiga è generalmente alta un metro o più.
I fiori iniziano a sbocciare dal basso. Hanno sei tepali (cioè non esiste distinzione visibile tra petali e sepali, che hanno la stessa forma e lo stesso colore). Nella maggior parte delle specie, i tepali sono bianchi con una striscia scura al centro.

Fiore di Asphodelus albus
I frutti sono capsule tondeggianti.
La radice è commestibile.


DISTRIBUZIONE
La distribuzione naturale dell'asfodelo ha un centro principale intorno al bacino del Mediterraneo (Europa meridionale e Africa settentrionale comprese le isole Canarie); si estende inoltre in Asia fino alla Cina.
L'asfodelo si è inselvatichito anche in alcune parti del Nordamerica.


STORIA E LETTERATURA

ANTICHITÀ
Per Omero (Odissea XI, 487-491; 539; 573) l'asfodelo è la pianta degli Inferi. Per gli antichi Greci il Regno dei Morti era suddiviso in tre parti: il Tartaro per gli empi, i Campi Elisi per i buoni, ed infine i prati di asfodeli per quelli che in vita non erano stati né buoni né cattivi. Per tutte queste credenze, ed altre ancora, i Greci usavano piantare asfodeli sulle tombe, considerando i prati di asfodeli il soggiorno dei morti. Un esempio forse non casuale lo abbiamo in Capo Miseno.

MODERNITÀ
Questa pianta viene citata nel 1° libro della saga di Harry Potter. L'asfodelo in polvere versato in un infuso d'artemisia nel romanzo origina una pozione soporifera talmente potente da andare sotto il nome di "distillato della morte vivente".
Il nome di questa pianta, al plurale (asfodeli, nella trad. italiana di Alessandra Scalero), viene citata nel primo capitolo di Orlando della scrittrice inglese Virginia Woolf.
Gli Asfodeli son citati nel componimento Le stirpi canore di D'Annunzio e, sotto l'aulico nome di asfodilli, nel suo romanzo Il piacere.
Gli asfodeli vengono citati alla fine del film Vatel di Roland Joffé.
Gli asfodeli sono citati, in quanto fiori dei morti, nell'Etèra di Giovanni Pascoli (Poemi di Ate).

USO CULINARIO
Il gambo dell'asfodelo giallo è un cibo antico che gli anziani pugliesi colgono ancora prima che sbocci il fiore e una volta scottato con acqua e aceto conservato sott'olio. Uno di quei sapori che va pian piano scomparendo.
Le Foglie vengono tutt'ora usate per confezionare un prodotto caseario tipico pugliese, la "burrata".

NOMI REGIONALI
Puglia
frusci, viluzze
Sardegna
cadrilloni, cibudda 'e merjani, scaria,iscrarìa, ulciareu
Sicilia
vruzza